di Daniela Buonocore

Dal paese africano, il 20 febbraio, sono stati smaltiti irregolarmente 213 container con circa 6000 tonnellate di ecoballe di spazzatura. Tali rifiuti, trasferiti in Tunisia nel 2020, sono stati restituiti al popolo campano, perché smaltiti irregolarmente nel paese magrebino e mentre le inchieste della magistratura (per chiarire gli eventuali aspetti illegali della vicenda) si protraggono nel tempo, in Tunisia è stato già avviato l’arresto per 12 funzionari pubblici e un ex ministro dell’ambiente, 5 di loro risultano attualmente in carcere e pertanto in complesso sono 26 le persone indagate. Ma procediamo per gradi. Esattamente due anni fa, dalla Campania, partirono 282 container con 7900 tonnellate di ecoballe sbarcati al porto di Mousse e destinati alla società Soreplast a Moureddine, come in  accordo con l’italiana Sra, ma a seguito di un incendio nell’impianto di stoccaggio 2000 tonnellate di rifiuti andarono in fumo, l’altra parte è rimasta in attesa di rimpatrio il tutto mentre i liquidi derivati dalla macerazione ultradecennale della spazzatura iniziava a fuoriuscire. Pertanto l’argomento era diventato scontro politico anche nel Parlamento italiano. Così alla fine è stato individuato il nome “politically correct” per il documento che impone il palazzo Santa Lucia a far rientrare immediatamente i rifiuti in Campania. Attualmente a Serre, residenti e istituzioni, si preparano per una rivolta, perché i rifiuti saranno destinati temporaneamente presso un predisposto comprensorio militare di Persano. Due giorni dopo, esattamente il 22 Febbraio, una schiera di cittadini convocati dal sindaco Franco Mennella, ha creato una barriera umana nelle prossimità dei due ingressi che danno accesso al comprensorio, per fermare il carico di rifiuti. Il primo cittadino ha così chiarito tramite i social di Facebook che l’invito alla protesta pacifica sul campo sarà affiancata a quella perseguibile tramite vie legali ed amministrative, chiedendo anche agli abitanti dei comuni limitrofi,  di prendere parte alla protesta. Purtroppo la Campania, da sempre vittima di violenza ambientale,  sembra non riuscire a trovar pace così una terra meravigliosa, circondata da mari, monti e pianure, da paradiso terrestre rischia di diventare la discarica italiana.