di Daniela Buonocore

La Russia continua ad ostinarsi a non riconoscere la strage di Bucha, che viene descritta come una farsa ma, nel frattempo, dalla Germania arrivano prove sempre più agghiaccianti che, non solo non lasciano dubbi sul fatto che l’eccidio sia realmente avvenuto, ma che faccia anche parte di una strategia militare del Cremlino. Secondo quanto riportato dall’intelligenza estera tedesca BND, è stato possibile intercettare le trasmissioni radio del personale militare russo e, all’interno di esse, si discuteva di omicidi contro i civili di Bucha, riconducibili ad alcuni corpi senza vita fotografati nel villaggio. Da queste registrazioni si evince anche che le truppe mercenarie russe hanno avuto un ruolo chiave nelle atrocità commesse, pertanto gli omicidi civili non
sono stati né casuali, né svolti da singoli soldati che, parlando tra di loro, commentavano tali atrocità come conversazioni di vita quotidiana.
Questi omicidi diventano praticamente una chiara strategia con l’obiettivo
di diffondere il terrore tra la popolazione civile, cercando così di soffocare la resistenza.
In questi giorni, la fotografia dell’uomo senza vita, accasciato accanto alla sua bicicletta, ha fatto il giro del mondo. Insieme a quest’ultima, divenuta simbolo dell’orrore compiuto dei soldati russi a Bucha, c’è un riferimento perfettamente riconducibile alla vittima in una delle intercettazioni.
Siascoltano infatti testuali parole: “abbiamo sparato ad un uomo in bici”.
Lo stesso sindaco testimonia di aver rinvenuto 320 cadaveri di civili.
Nel 90% dei casi si tratta di decessi avvenuti per ferite da arma da fuoco, e quindi da proiettili sparati direttamente verso il corpo e non da schegge. Questo è quanto affermato dallo stesso sindaco Anatoli Fedoruk in un’intervista alla tv Ucraina di DV.
Il gruppo mercenario, chiamato Wagner Group,  era già noto per aver commesso atrocità simili in Siria. In più, stando ad alcune testimonianze oculari, il gruppo che dapprima era composto da “giovani”, è stato
successivamente sostituito da altre unità e, da quel momento, gli attacchi ai civili, sono diventati sempre più frequenti.
In seguito al ritiro dell’esercito russo dalla città durante il fine settimana, si è poi scoperta una fossa comune, dove sono stati riversati i corpi di civili morti
lasciati nelle strade, alcuni presentano i polsi legati, tra le vittime ci sono anche bambini e donne.
Il governo russo ha negato tutto e Putin si ritiene totalmente estraneo ai fatti. Queste affermazioni sono però in contraddizione con le numerose dichiarazioni rilasciate dai cittadini e dalle intercettazioni telefoniche
rintracciate. Si spera che quanto accaduto non rimarrà, come spesso succede, una piccola parentesi sui libri di storia che troverà giustizia soltanto nel tempo.