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venerdì, 23 Febbraio, 2024

Arezzo: quando i social diventano trappole

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Ciò che è accaduto qualche giorno fa ad Arezzo fa riflettere su quanto i social possano diventare delle vere e proprie armi, se non addirittura trappole, per i nostri giovani ragazzi che vivono costantemente proiettati nella realtà virtuale. 

La notizia della ragazzina accerchiata e picchiata da un branco composto da 30 minorenni lascia di stucco, soprattutto quando si apprende che tutto ciò è scaturito da un messaggio inviato dalla ragazzina ad un numero sbagliato. 

La ragazzina, a quel punto, è stata attirata in una trappola. Al suo arrivo si è trovata circondata da 30 ragazze, tra i 13 e i 14 anni, che l’hanno dapprima strattonata, presa a calci, tirata per i capelli e poi percossa con una cintura. Come spesso accade in queste circostanze, qualcuno dei presenti ha deciso di riprendere il tutto con il cellulare e caricare il video online. 

Fortunatamente la ragazzina, lasciata per terra dolorante, è stata ritrovata dopo alcune ore dalla sorella maggiore.
La vittima ha raccontato l’accaduto ai genitori, i quali si sono precipitati dalle Forze dell’Ordine per denunciare l’accaduto. 
Le indagini sono partite nell’immediato e, al momento, sono state individuate soltanto tre tra le assalitrici. 

La madre ha raccontato che sua figlia era già stata aggredita anche tramite i social, solo perche si sarebbe scambiata qualche messaggio con un quattordicenne, ex fidanzato di una delle ragazzine del branco.

La madre, nel tentativo di proteggere la figlia, le avrebbe anche sequestrato il cellulare, ma la ragazzina è riuscita comunque a recarsi all’appuntamento. 
La giovane vittima,visitata in Pronto Soccorso, ha avuto una settimana di prognosi riservata, non ha comunque riportato gravi conseguenze. 

Ciò che preoccupa è il suo stato psicologico. 
La ragazzina ha infatti subito uno shock mentale, tale da compromettere la sua vita sociale, al momento, infatti, ha paura anche di uscire di casa, anche se accompagnata. 

di Daniela Buonocore

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