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giovedì, 22 Febbraio, 2024

ANDREA ORTIS: IL VAJONT DI TUTTI

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Scritta e diretta da Andrea Ortis, “Il Vajont di tutti, riflessi di speranza” è una pièce che rende attuale e fortemente sentito il racconto del disastro del Vajont, in occasione del sessantesimo anniversario, e dell’Italia del Secondo Dopoguerra, tra teatro di narrazione, musica e proiezioni video.

Partiamo dal titolo: Perché “ll Vajont di tutti”?

<< Perché spesso consideriamo queste tragedie come “appartenenti ad altri”, si tratta invece di accadimenti che non hanno confini, proprio come le tragedie ambientali. Per capirci, tutti dovremmo essere ambientalisti. La partecipazione al dolore di tutti ci aiuta a farci immedesimare e a farci pensare a cosa significhi vivere una tragedia di tale portata in prima persona. >>

Perché la scelta di accostare un disastro ambientale allo scenario del secondo dopo guerra?

<< Perché questo è uno dei motivi che hanno portato al disastro ambientale.
Dopo i due grandi conflitti del ‘900 abbiamo avuto una grande necessità, che è stata quella di ricostruire il nostro Paese, ma non avevamo le risorse per farlo. Non avevamo il gas, non avevamo petrolio…avevamo però l’acqua dalla quale è possibile ricavare l’energia elettrica. Tra la metà degli anni ’30 e la metà degli anni ’50 è nata la maggior parte dei laghi artificiali presenti sul nostro territorio, fino ad arrivare alla diga del Vajont. Quando l’uomo vuole troppo e si spinge troppo oltre, succedono i disastri, che è ciò a cui stiamo assistendo. Il tentativo di risollevarsi dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale è una di quelle spinte che, nel tempo, hanno portato l’uomo a violentare la natura.>>

Che significato ha per voi seguire la scia di quella che è stata un’azione corale pensata per commemorare il disastro del Vajont?

<<Devo dire che questo anniversario è stato vissuto con grande partecipazione, se n’è parlato molto e questo mi ha fatto molto piacere. Ritengo molto bella anche l’idea dell’azione corale, che racchiude il senso del Teatro. Basti pensare all’elemento del coro nel teatro greco.
E’ importante esplorare quel dolore, anche quello di chi è rimasto. Questo vale anche per altre tragedie italiane, ma così come per le tragedie personali. E’ anche importante porre l’attenzione sull’abilità e la forza che l’uomo si ritrova a dover affrontare questo tipo di dramma.>>

Il sottotitolo dello spettacolo è invece “Riflessi di speranza”. Quali speranze possiamo allora riporre nel teatro, soprattutto questo tipo di teatro, se possiamo effettivamente farlo?

<<Possiamo e dobbiamo farlo.
Valori come la cultura e la bellezza non sono più riconosciuti come valori assoluti, ma vengono riconosciuti come valori solo nel momento in cui racchiudono in sé anche un valore economico. Io spero che questo tipo di teatro, che è un teatro narrativo, di ricerca, sia un modo di restituire alla cultura, all’arte e alla bellezza il loro reale e profondo valore.>>

IL VAJONT DI TUTTI in tour
COSENZA – TEATRO RENDANO 28 novembre 2023
SALERNO – TEATRO AUGUSTEO 6 dicembre 2023
AZZANO DECIMO – TEATRO MARCELLO MASCHERINI 10 e 11 dicembre 2023
BOLOGNA – TEATRO CELEBRAZIONI 14 dicembre 2023

di Susanna Russo

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