di Martina Grandori

 

Tecnologia e sostenibilità e grande bellezza, ça va sans dire per il rinnovato e patinato scalo aeroportuale di Linate, l’aeroporto chic prediletto dai milanesi che arricciano il naso ad andare a Malpensa. Dopo la prima ristrutturazione iniziata nel 2018 delle parti esterne, è stata la volta del restyling degli interni, un progetto corposo e non scontato se si pensa a come tutto evolva velocemente e a Milano capitale della moda, del buon gusto e dopo Expo 2015, meta di turisti da tutto il mondo. Proprio così perché la Milano pre-Covid è stata un crocevia di gente da tutto il mondo che voleva venire a scoprire le sue bellezze, spesso poco celebrate, e che ora sta pian piano tornando a viaggiare, il mondo non si ferma. Su questa scia Linate ha appena inaugurato una collezione permanete in partnership con il Museo della Triennale, fra i poli attrattivi meneghini in cima alla lista.
Una selezione di pezzi della collezione permanente del Museo del Design Italiano a firma di grandi Maestri – da Achille e Pier Giacomo Castiglioni a Roberto Sambonet, da Marco Zanuso e Richard Sapper a Bruno Munari– per ricordare ai passeggeri che il viaggio è anche un invito alla conoscenza. Il progetto espositivo si completa di un’installazione situata nella nuova hall dell’aeroporto per celebrare il quarantesimo anniversario di Memphis, movimento di design e pensiero progettuale fondato a Milano nel 1981, di cui è presentata la libreria Carlton di Ettore Sottsass del 1981 realizzata per Memphis.

Le opere sono esposte lungo il flusso passeggeri, un modo per rendere fruibile l’arte e l’architettura che portano la firma di nomi prodigio del campo. Da essere un luogo di transito, un luogo sospeso, ameno, Linate punta a diventare un portabandiera del savoir faire italiano. Un’esplorazione che allarga gli orizzonti dei viaggiatori offrendo un tempo di evasione ricco di oggetti – dalla libreria alla sedia al vaso – che riportati sui libri. 

Una valigia – come la Partner di Cini Boeri per Oreste Franzi & C. del 1967 –, un vassoio con il relativo servizio di bordo – come Alitalia Linea 72 di Richard-Ginori disegnato da Joe Colombo, Ignazia Favata e Ambrogio Pozzi per Alitalia nel 1972 –, un piatto – come quelli della serie Tema e Variazioni di Piero Fornasetti del 1964, una sdraio – come la Slonga di Titti Fabiani per IFTDesign del 1975 – abitano il tempo dello svago e della vacanza.
Ogni sei mesi la Triennale esporrà una nuova selezione di opere. Questo progetto speciale – curato da Marco Sammicheli, Sovrintendente del Museo del Design Italiano di Triennale Milano – intende avvicinare il Museo a nuovi pubblici e testimoniare il valore della cultura Made in Italy.