di Daniela Buonocore

“Ci saranno conseguenze per imprese negozi e famiglie a seguito dei rincari fino al 15% nel 2022”. Questo è l’allarme lanciato dall’associazione Consumerismo No Profit. Ed ecco che anche il 2021 volge al termine e le famiglie italiane sono nuovamente costrette a fare i conti con gli aumenti dei prezzi provocati dal caro-energia, sono in arrivo infatti numerose stangate che potrebbero danneggiare ancora di più l’economia italiana. Secondo l’associazione dei consumatori gli effetti negativi del caro energia non andranno a colpire soltanto le famiglie, ma anche tutti i negozianti, gli artigiani e le piccole imprese. Questo perché, già dagli inizi di dicembre, le quotazioni del gas hanno subito un rincaro aggiuntivo del +70%. Ciò ha reso le attuali quotazioni del tutto insostenibili, per più di 100 piccoli rivenditori di energia che operano in tutta Italia, e che a stento riusciranno a mantenere sul mercato, proprio a causa degli enormi rincari e delle fideiussioni bancarie che sono state necessarie per adoperare. Bisogna inoltre tener conto del comportamento inadeguato di grandi aziende energetiche che hanno peggiorato la situazione; queste infatti, che dovrebbero per definizione essere pubbliche in maniera del tutto strategica, continuano a chiedere integrazioni di garanzie a quelli che sono i piccoli rivenditori di gas e luce che a seguito della manovra prevista da Draghi, con la realizzazione delle bollette, si ritroveranno improvvisamente nei prossimi mesi a corto di liquidità. Questo determinerà pertanto che il mercato dell’energia nel 2022 sarà sicuramente meno concorrenziale e competitivo, mentre i prezzi per imprese e famiglie continueranno a slittare verso picchi più alti. Gli effetti più gravi si riscontreranno proprio su quelle che sono le attività produttive in particolar modo sugli artigiani e sui PMI. Il consumerismo denuncia infatti che bar, pizzerie, ristoranti, artigiani e piccoli negozi che di prassi giornalmente utilizzano elettricità e gas come fonti per la loro attività produttiva, saranno quelli ad essere più colpiti rispetto all’aumento delle tariffe, e saranno pertanto costretti ad adeguare i prezzi praticati al pubblico per non subire ulteriore perdite, applicando così rincari dei prezzi che potrebbero raggiungere addirittura una quota superiore al 15% nel corso dell’anno a seguire. È emerso infatti, a seguito di elaborazioni effettuate dal Consumerismo No Profit, che le attività produttive con consumi pari a 15 kWh di energia e con 5000 mc di gas, raggiungeranno in media i 4.200 € nel corso del 2022, mentre quelli del gas potrebbero toccare addirittura un record mai superato fino ad ora di 7.000 €, per un totale di 11.200 € ad impresa, rispetto a quelli di 8,500 del 2020. Giusto per capire un po più nel dettaglio come potrebbero cambiare nel corso del 2022 alcuni beni e servizi di largo consumo, è stato riscontrato che una pizza Margherita passerebbe dai 7 ai 9 €, una brioche da 1,20 € a 1,50 €, e un taglio dei capelli da uomo da 14 € a 17. Lieve differenza che apporterebbe però un grande cambiamento nell’ammontare giornaliero. Luigi Gabriele, presidente del Consumerismo, afferma quindi che i 3,8 miliardi di euro previsti dalla manovra Draghi per contrastare il caro bollette non bastano, servono pertanto interventi strutturali per combattere l’emergenza in atto, per reperire risorse presso le grandi realtà come Terna Snam e tutte le società di dispacciamento e distribuzione che in questo momento stanno guadagnando miliardi di euro con le reti dei cittadini.  Viene pertanto fatta richiesta al governo, da parte di consumerismo, d’introdurre un prelievo sugli extra profitti degli operai regolati, e si chiede di rinazionalizzare i gestori di rete, energia e gas, e di poter aumentare la produzione nazionale al fine di favorire l’introduzione in sede europea di una tassa definita con il termine Robin Hood, nei confronti del trader di mercato che non ha sede nei paesi comunitari, liberalizzando così completamente l’autoproduzione da quelle che sono le fonti rinnovabili. Assoutenti, ovvero l’associazione nazionale utenti servizi pubblici, prevede addirittura una stangata sulle bollette dell’energia del 77% rispetto a quelle del 2019 con un picco superiore al 200% per le imprese, pertanto le forniture di energia elettrica e gas potrebbero raggiungere addirittura la cifra di 2.558 € annui a famiglia a fronte dei 1.964 € spesi nel 2021. L’associazione anticipa pertanto la possibilità di un maxi sciopero con una mobilizzazione stile anni 70, qualora gli interventi promessi dal governo non riusciranno ad evitare  una tra le più grandi crisi economiche di tutti i tempi. Per fermare questo rincaro folle nelle bollette, l’Europa punta al gasdotto Nord Stream 2, in attesa di approvazione. Si spera pertanto che questa iniziativa, associata al malcontento generale presentato dall’intera popolazione italiana, indipendentemente da famiglie o esercenti, possa in qualche modo azionare l’intervento governativo al fine di scongiurare un nuovo declino economico dal quale difficilmente si potrà risalire.