Andrea Bernaudo “Processo tributario in Italia è arcaico”

La Fondazione Luigi Einaudi, insieme a Sos Partita IVA, hanno analizzato il Rapporto 2016 del dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e della Direzione della Giustizia Tributaria. Le cifre sono impressionanti, così da portare avanti la battaglia tra fisco e contribuenti italiani; già lunga decenni.
Alla fine del 2015 risultano 530 mila pendenti, stimati complessivamente 33,5 miliardi di euro di tasse contestate.
Nonostante lo smaltimento di più di 298.313 ricorsi nel giro di un anno, i progressi non sono stati ancora molti, poiché gli italiani intanto hanno presentato altri 256.901 ricorsi.
Ciò significa che il numero delle cause per fisco è calato del 7,2%; anche i tempi per arrivare ad una soluzione sono lunghi: devo trascorrere almeno 4 anni e 5 mesi tra primo e secondo grado.
I contenziosi tra le diverse strutture amministrative fiscali vengono persi dallo Stato: in primo grado vince solo nel 44% dei casi, nel secondo grado al 45,2%. Le cause sono a favore del cittadino principalmente nei contenziosi contro l’Agenzia delle Entrate, dove l’erario soccombe 7 volte su 10.
Da un lato le tasse contestate ammontano a 33.5 miliardi di euro, dall’altro il 68.7% dei ricorsi che arrivano alle Commissioni Tributarie Provinciali, riguarda controversie con un valore inferiore o uguale a 20mila euro; solo l’1,7% dei ricorsi ha un valore che supera il milione di euro.
Questi dati hanno portato la Fondazione Luigi Einaudi e Sos Partita IVA a stabilire che i numeri descrivono il “declino fiscale in cui l’Italia è coinvolta da diversi anni, insieme ad una formazione culturale illiberale sottoposta alle diverse generazioni”.
Le due associazioni quindi ritengono opportuno dire che c’è un segnale a favore del cittadino/contribuente.
Andrea Bernaudo, presidente di Sos Partita IVA, sottolinea la necessità di superare la presunzione di colpevolezza. “E’ necessaria una riforma del processo tributario”.
“Per quanto riguarda l’eliminazione dell’appello ne caso in cui vinca, in primo grado il cittadino,”- Andrea Bernaudo, afferma che – “costituisce una violazione delle garanzie del contribuente, che svela una concezione processuale arcaica e inquisitoria”.
Come rimedio Fondazione Einaudi e SOS partita IVA, non propongono solo l’abolizione del grado di appello, ma la soppressione del principio “solve et repete” che mostra il contribuente come presunto evasore fiscale costringendolo a pagare anche se ha già fatto ricorso.

Letizia Bonelli

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.