di Valentina Mosca

 

La pandemia ha avuto risvolti sanitari tanto estesi da vedere coinvolta gran parte della popolazione mondiale. Le conseguenze economiche e sociali hanno interessato in maniera più o meno grave tutti i comparti lavorativi e produttivi, tra questi sicuramente è compreso anche quello turistico.

In qualsiasi forma lo si consideri, domestico, nazionale, internazionale o di transito, il settore turistico rappresenta un indotto economico tra i più rilevanti economicamente.

I paesi che ricevono importanti flussi di visitatori – tra questi l’Italia – hanno introiti consistenti, se non addirittura fondamentali per la loro economia.

Il turista, oltre al pernottamento, a fare visite guidate, a spostarsi con mezzi pubblici e privati, è alla ricerca di prodotti di cui abitualmente necessita, dal cibo al bar o al ristorante, ai prodotti mangerecci locali, alle farmacie e ovviamente all’abbigliamento e all’artigianato locale.

Ecco perché, il turismo non è un settore a sé stante, ma un grande contenitore di attività e di servizi, tutti duramente colpiti dall’emergenza sanitaria che, tra l’altro, fa insorgere nel viaggiatore incertezze e paure, che si aggiungono ai divieti imposti dai governi per contenere la diffusione del virus. È difficile, infatti, immaginare di poter viaggiare liberamente e senza alcuna preoccupazione, soprattutto quando si prendono in considerazione meteall’estero.

Ciò detto, però, occorre comunque considerare che l’esigenza di viaggiare è dettata, oltre che da voglia di conoscenza, anche da motivazioni legate allo svago e all’avventura, emozioni tipicamente umane. Ed ecco che l’offerta turistica si aggiorna e si arricchisce di nuove proposte digitali, con la promozione di tour fortemente personalizzati e differenziati per offrire al turista esperienze inedite all’insegna di un turismo culturale ma, soprattutto, emozionale. E’ proprio in questa ottica che molte mete da vacanza di tutto il mondo stanno offrendo esperienze digitali con video, fotografie a 360° o ricostruzioni in 3D sui propri siti web, sui social, o su Google Arts & Culture. Fortunatamente anche l’Italia è al passo con questo nuovo modo di fare turismo: si è creata sicuramente una nuova forma di comunicazione alla cui realizzazione hanno pensato da primi proprio i musei, i siti archeologici e storici, ovvero i luoghi dove la cultura sembrava legata a criteri poco dinamici e poco high-tech. È grazie all’utilizzo di queste nuove forme di comunicazione digitale che il comparto turistico deve guardare avanti, studiando anche nuove e diverse modalità di fare turismo capaci di superare le limitazioni imposte dalla situazione emergenziale.

Ancora non sono chiare quali saranno le strategie che saranno messe in campo. Quello che si spera è che si traducano in interventi capaci di rimettere in moto un settore che garantisce al nostro Paese un indotto economico imparagonabile ed imprescindibile. Gli italiani devono far prevalere nelle scelte il senso di appartenenza e decidere di visitare una delle tante bellezze di cui  siamo circondati, un piccolo contributo che diventa un grande contributo se sarà la scelta dei più. Un messaggio e un aiuto concreto a tutti gli imprenditori del comparto turistico, flagellati da una possibile seconda estate senza turismo. Non va dimenticato che è anche grazie a questi imprenditori se chi soggiorna in Italia, amplia il proprio orizzonte culturale e accumula benessere. Ci si augura di poter ritrovare quel senso di spensieratezza vacanziera che il mondo ha perso dal 6 marzo 2020.