Home Cultura Costume e Società Retrogaming mania: la grande estate del calciobalilla

Retrogaming mania: la grande estate del calciobalilla

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di Martina Grandori

Non un oggetto, non un tavolo ma un tempo.

Un tempo che ha scandito tante estati passate di bambini, ragazzini, papà, zii e nonni a giocare sotto il pergolato, vicino alla piscina o nei salotti affacciati su meravigliosi giardini, o semplicemente all’oratorio o al bar del paese dove si trascorrevano le lunghe vacanze estive.

In questa strana estate 2020, in questa estate dove tutti sono stati martellati dall’hashtag #estateitaliana, dove la maggior parte delle persone, per buon senso e praticità, hanno preferito trascorrere le proprie vacanze nelle case di famiglia, ecco che ritorna in auge il noto gioco del biliardino o calciobalilla, chiamato anche calcino, picanello, subito o gioparlì o Table soccer nel resto del mondo, il tavolo dove inscenare assennate partite di calcio utilizzando delle manopole per far muovere e dribblare i propri giocatori.

Partite infinite, momenti fatti di nulla ma di grande complicità, momenti di famiglia, momenti di amicizia che rimangono poi tatuati nel cuore. Un gioco che unisce generazioni distantissime fra loro come quelle cresciute giocando a battaglia navale e quelle cresciute con l’iPad in mano. Una passione che accomuna e fa bene.

In Italia si iniziò a produrre in maniera industriale ad Alessandria grazie all’intuizione della famiglia Garlando che dal 1950 ne produsse moltissimi, anche se i promisi esemplari sono stati fatti da un artigiano di Poggibonsi nel 1936. La Garlando è ancora oggi è uno dei 5 produttori al mondo a fornire tavoli ufficiali all’ITFS (International Table Soccer Federation) e l’Italia è inserita nelle 50 nazioni della Federazione Internazionale del Table soccer, nata nel 2002.

Addirittura finita la Seconda Guerra Mondiale, il calciobalilla venne utilizzato come strumento di riabilitazione per i reduci di guerra. E oggi? Oggi questo gioco-oggetto-complemento d’arredo per collezionisti vintage rivive le luci dei riflettori, il suo essere emblema di momenti spensierati ha incuriosito anche colossi del lusso come Louis Vuitton, da sempre legati al concetto di gioco e passatempi di lusso, che propone il suo Leather Table Football Table tutto fatto a mano, con cassone rivestito in pelle (anche nella tela emblematica della Maison), giocatori in leggerissimo alluminio dipinti a mano con le sembianze di Bell Boy, il famoso personaggio delle pubblicità Louis Vuitton disegnato nel 1921. Un giocattolo da 68.000 euro, ovviamente solo su ordinazione.

Fortunatamente sul mercato ci sono moltissime proposte a prezzi assai accessibili, ci sono versioni per adulti e per bambini e ci sono anche versioni salvaspazio richiudibili in verticale per chi lo vuole in salotto ma deve poi fare i conti con il poco spazio delle case di oggi.