di Maurizio Moretti

13 maggio 2022

Si pensa alle personalità di spicco del mondo
dello spettacolo, della cultura, dell’arte e della
scienza e te le ritrovi una sera, a fianco a te, in
una cena a parlarti di loro e di te. Con
L’Academy of Art and Image di Paola Zanoni è così.

Ricevere una telefonata mentre si passeggia in campagna, a
raccogliere erbe selvatiche e ritrovarsi a suonare in Vaticano.
Oppure cantare fin da piccola, nei locali insieme a papà e poi, più
grande, ricevere il primo fragoroso applauso sul palco dell’Arena di
Verona, cantando da corista al fianco di Francesco De Gregori.
Due artisti della musica, il M° Diego Trivellini e la cantante Francesca
La Colla che abbiamo avuto l’occasione di intervistare dopo una loro
performance improvvisata, ma significativa delle loro peculiarità, che è
stata molto gradita dagli accademici e gli ospiti, presenti alla consueta
serata del martedì dell’Academy of Art and Image che, la presidente
Paola Zanoni, ha scelto di far svolgere, di consuetudine recente, nello
show-locale TEMA.
Molto significativa la presenza di Federico Alberto Marini il quale ci
ha dato la possibilità di conoscere Trivellini.
Dopo l’esibizione accennata in cui, il M° Diego Trivellini con la sua
speciale fisarmonica elettronica, che riproduce i suoni come fosse
un’orchestra, ha eseguito musiche di Ennio Morricone, la Marcia di
Radetzky e quella Trionfale di Verdi, è stata Francesca La Colla che
si è esibita con diversi brani, fra cui un tributo a Mina, insieme alla
corista della Minetti, Cristina Morandino. La sorpresa è stata la
divertente esibizione, dedicata a Paola Zanoni in particolare, del
direttore di TEMA che, con un tipo di piffero, ha eseguito alcuni pezzi
della nostra più tradizionale musica popolare. Il nostro country.
La curiosità di chiedere a Francesca La Colla quale contributo umano
le ha portato la sua collaborazione con De Gregori oltre quello
artistico, è stata da Lei stessa soddisfatta raccontando di un
personaggio abbastanza introverso, quando sta in prossimità di un
concerto ma, come si spengono i riflettori, come sa tornare un ragazzo
di vent’anni, trasmettendo gioia ed entusiasmo, portandosi dietro
quell’imprinting indelebile degli anni settanta.
I suoi prossimi passi Francesca La Colla ce li ha descritti in direzione
di un progetto da solista, con suoi brani e, continuando le sue
collaborazioni con noti musicisti, si dedica all’insegnamento della
musica e collabora con l’Accademia Spettacolo Italia. Oltre a questo,
Francesca La Colla, porta avanti concerti con un repertorio che spazia
da quello di Adele, la famosa cantautrice inglese, interpretata insieme
ad una Tribute Band, fino al soul ed al rhythm and blues, a cui unisce
omaggi a cantanti italiani con un suo gruppo di musicisti.
Sul M° Diego Trivellini, qualcosa di interessante, sollecitato dalla
prima domanda su i suoi inizi, anche per lui è venuta fuori dalla storia
con il padre. Girando per le balere intorno a Fabriano, facendo valzer e
mazurche, il padre lo manda a scuola di fisarmonica per seguire le sue
orme. Lui invece suona musica sinfonica, con grande stupore del
genitore. Poi al conservatorio dove, non trovando la fisarmonica come
strumento, si avvia al pianoforte. E’ stata la visita alla Fiera musicale di
Francoforte che fa scattare, definitivamente, l’amore per la fisarmonica
elettronica che si materializza, tornato a casa, a Castelfidardo. Paese
dove si costruiscono le fisarmoniche da quasi due secoli e sede del
Museo Internazionale della Fisarmonica. Il M° Diego Trivellini
collabora alla realizzazione della prima versione italiana dello
strumento con base elettronica.
“Stavamo meglio quando stavamo peggio” e “Chi si accontenta gode”, i
titoli dei suoi primi spettacoli, con cui ha iniziato a girare l’Italia una
decina di anni fa. La programmazione della sua “orchestra al collo”,
come potremmo definire la sua fisarmonica elettronica, prevede mesi
di lavoro per sviluppare pochi minuti di uno dei brani dei suoi concerti.
Il risultato è il pubblico che ne rimane estasiato all’ascolto.

Numerose le personalità fra gli accademici e gli ospiti presenti che
hanno avuto modo di presentarsi. La prof.ssa Vincenza Palmieri,
arrivata subito dopo la presentazione del suo libro “Manuale di
Pedagogia Familiare. Aiutare le famiglie a casa loro” , il famoso
anchorman della RAI Attilio Romita e tanti altri…che se non sono
ancora accademici, lo diventeranno presto, perché il nostro paese ha
bisogno di essere rappresentato dalle sue eccellenze e l’Academy of
Art and Image di Paola Zanoni si pone, come uno dei suoi obbiettivi,
proprio di farle conoscere e riconoscere tra loro.

MxM ✍︎