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di Roberto Donghi

Mentre l’emergenza Coronavirus continua ed a medici ed infermieri impegnati in prima linea vengono distribuite “mascherine” inutili, ci risiamo: Alitalia ha finito i soldi. Un’altra volta.

400 milioni di euro buttati in una voragine aperta dai tempi della prima repubblica e che sembra inesauribile.

A dare il colpo di grazia alla compagnia è stato proprio il Coronavirus che azzerando il traffico passeggeri, peraltro già scarso di Alitalia, ha fatto sì che una cifra stanziata per “tutto l’anno”, come aveva dichiarato il commissario Leogrande, sia bastata a malapena per qualche mese.

Di fronte a questo ennesimo collasso si profila una sola ipotesi di salvataggio: la nazionalizzazione.

Il governo potrebbe stanziare un nuovo finanziamento di almeno 300 milioni od affittare l’attività a una nuova società, la Newco, la quale altro non sarebbe che una nuova Alitalia in possesso delle sole attività di volo, lasciando ogni altra grana alla vecchia Alitalia o magari vendendo altri rami a diverse aziende. Un’opzione, questa, che soltanto per iniziare necessiterebbe di ingenti capitali di gran lunga superiori ai già citati 400 milioni.

Cifre da capogiro se pensiamo ai tagli fino ad oggi subiti nella sanità e che ora rivelano scenari preoccupanti. Cifre imbarazzanti se pensiamo che non ci sono soldi per l’emergenza Coronavirus, per garantire la salute degli operatori sanitari e per il rilancio della produzione.

Non si sa come ma per un parassita nazionale che ci trasciniamo da anni, i soldi ci sono sempre.

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