di Susanna Russo

“Per andare sugli aerei, sui treni, in metropolitana e in autobus, non ci vuole il Green Pass; per entrare a vedere uno spettacolo, all’area aperta, con il 50% di pubblico e la distanza di 1 metro l’uno dall’altro, ci vuole il Green Pass…poi la pazza sono io!”, queste sono le parole che, tra risolini non troppo sinceri, e velatamente nervosi, Teresa Mannino, famosa comica siciliana, usa per raccontare la situazione del Teatro in Italia. Un altro passo indietro, un’altra brusca frenata per chi, da più di un anno e mezzo, o su palco, o dalla platea, sente incombente la minaccia di restrizioni, imposizioni poco fondate e chiusure.
Dal 6 Agosto infatti, a meno che non si sia dotati della famigerata “carta verde”, sono pochi i luoghi, soprattutto se al chiuso, a cui si può accedere; e per artisti e teatranti, che hanno visto i sipari abbassarsi e non rialzarsi per mesi, mentre la gente si stipava in metropolitana, o si riuniva in allegre tavolate, o ancora, si urtava e sgomitava in affollati negozi, la beffa sembra doppia.
“Il Green Pass è uno strumento poco rispettoso di alcune differenze fra il pubblico e non vogliamo partecipare alla disfatta della cultura”, questa la dichiarazione rilasciata a Messina Today da Tino Caspanello, direttore artistico del Teatro Pubblico Incanto, che dopo l’entrata in vigore di queste ultime normative, ha deciso di annullare le repliche del cartellone della compagnia. Effettivamente pare ormai che, se già prima di cultura non si vivesse, ora si voglia uccidere la cultura stessa, insieme a tutti gli entusiasmi che da sempre l’accompagnano.
Sarà per questo che le polemiche e conseguenti severe prese di posizione non si arrestano qua e, al teatro di Verzura, Aldo Grandi rinuncia a presentare il libro di Sallusti, perché di nuovo viene considerato discriminatorio che l’ingresso sia riservato a chi dispone di certificazione richiesta. Insomma, non importa che le parole scandite dagli attori si propaghino in ambiente chiuso o aperto — tanto che pure al Teatro Greco di Taormina il green pass è d’obbligo — senza almeno una dose di vaccino, o un tampone, lo spettacolo si ferma.
“Non andai sulla Luna, molto più lontano andai”, diceva Tom nello Zoo di vetro, ma Tennessee Williams non aveva previsto che ci si dovesse fermare al boccascena e favorire il documento; “the show must go on”, cantava qualcun altro, ma a quanto pare: “no green pass, no show”.