Ieri in commissione comunale congiunta Educazione e Verifica e Controllo Aziende a Partecipazione Comunale, c’è stata l’audizione del presidente di Milano Ristorazione, l’azienda municipale che serve più di 13 milioni di pasti all’anno per gli alunni delle scuole milanesi. In tutte le scorse amministrazioni è stata al centro di molte e forti critiche, soprattutto rivolte alla qualità dei pasti, ma anche su questioni gestionali e amministrative. Critiche talmente diffuse da diventare strumento di consenso, pienamente sfruttato nella scorsa campagna elettorale dal centrosinistra, persino nei consigli di Zona. Anche con questa amministrazione, però, le critiche non sono cessate, ed episodi più o meno discutibili si sono comunque verificati. Per tutti questi motivi l’audizione è stata un’importante e attesa occasione di confronto e di chiarimento.

aula palazzo marinoIl presidente Gabriella Iacono ha innanzitutto annunciato alcune novità, per prima la possibilità di portare a casa il cibo avanzato attraverso la cosiddetta “Doggy bag”, mutuando la terminologia americana. “Ci stiamo organizzando – ha spiegato Iacono – perche’ i bambini possano portare a casa quello che non mangiano a scuola”, ha spiegato. La “s-porta a casa” (e’ una delle ipotesi per il nome) conterra’ solo alcuni alimenti facilmente conservabili”. Non solo una lotta allo spreco di cibo, ma anche un aiuto, spiega Milano Ristorazione, per quelle famiglie in difficoltà economiche.

Sempre nella direzione della lotta allo spreco, la presidente Iacono annuncia la destinazione dei pasti avanzati ai clochard ospitati dai City Angels in via Polllini: “Da domani il cibo che avanza in 4 cucine e non viene distribuito alle mense – ha spiegato Iacono – sarà consegnato ai City Angels che lo porteranno agli ospiti di una casa di accoglienza per senzatetto aperta in un immobile sequestrato alla mafia”, riferendosi appunto al centro di via Pollini.

Queste le novità, poi le note dolenti: di ben 34,9 milioni sarebbe l’ammanco di cassa per Palazzo Marino causato dalle rette delle mense scolastiche non pagate. Un buco enorme, che è destinato addirittura ad aumentare, come esposto dal direttore generale de settore comunale Educazione dott. Petrasso: “Il fenomeno delle insolvenze ha assunto dimensioni preoccupanti ed è in continua crescita, sia in valore assoluto sia in percentuale sul valore delle rette”.

Dall’opposizione arriva l’attacco frontale di Giulio Gallera, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia: “Avete ha fatto una feroce campagna elettorale, con class action per qualche pelucco nelle lasagne, e le elezioni le avete vinte anche su questo tema. Ora le cose sono anche peggio di prima, non si può venire qui a millantare risultati. Ora c’è la mozzarella blu, ma va bene perché va di moda, oppure le larve nel cibo: bisogna affrontare questi episodi seriamente e ammettere le cose, senza raccontarci favolette”.

Poi passa al vaglio la gestione economica dell’azienda: “Il problema non è solo la qualità del cibo, o i menu vegani e vegetariani. C’è un problema di costi, e quindi bisogna rendere conto delle spese. Per esempio le spese legali, passate da 84.00 € del 2009 a 200.000 € del 2012 e 240.000 del 2013. Per il personale inoltre, con gli incentivi ai licenziamenti si sono spesi 240.000. Questi sono soldi importanti per i milanesi, tutti soldi buttati via da questa mala gestione degli ultimi due anni”.

“Io sono molto serena per il mio operato” esordisce la presidente Iacono nella sua risposta “I numeri da voi riportati sono quelli del quotidiano libero, di cui uno solo è giusto, ed è quello per fare una selezione del personale ad evidenza pubblica, cosa mai successa, avvenuta attraverso una società di recruitment. Per questo abbiamo risparmiato notevoli importi per servizi prima riservati a consulenze esterne”. Dati falsi, quindi, secondo la presidente. I veri costi in più sono per l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari e per l’introduzione delle Gaz-Prom in acciaio, che hanno sostituito quelle precedenti in plastica, al centro di una feroce battaglia politica nelle scorse legislature, per i quali sono stati spesi 1,3 milioni di Euro.

Poi è passata ad affrontare alcuni episodi spiacevoli, per primo le pizze servite ai bambini nella scuola Sandro Pertini in via Thomas Mann. “In realtà la pizza che puzza non è un problema” dice il presidente, che poi espone i fatti: “Il nostro cuoco aveva a disposizione del formaggio Fontal, usato per i panini delle gite, e poiché sarebbe scaduto a fine mese, l’ha mischiato alla mozzarella per la pizza. Ha fatto una cosa se vogliamo anche utile, evitando uno spreco”. Sui malori accusati dai bambini liquida così la vicenda: “Qualche bambino non ha gradito il sapore un po’ più forte, ma non è successo niente di ciò che dicono alcuni genitori e qualche consigliere di Zona 9”, qui si riferisce ad Andrea Pellegrini, consigliere leghista di Zona 9, che aveva sollevato il caso a dicembre, denunciando malori diffusi tra i bambini che avevano mangiato quella pizza.

Un altro caso che aveva sollevato notevoli discussioni è quello della scuola elementare Barozzi di via Bocconi, dove un bambino si era ritrovato nel piatto una larva su una penna al pomodoro: “Intanto solo una larva” precisa il presidente, che poi apre una parentesi entomologica: “Questa larva si presentava peraltro in maniera insolita: era tutta intera, bianca, con tutte le zampine attaccate, intonsa. Se questa fosse stata nella cucina, questa larva sarebbe stata spappolata nella pasta al pomodoro e i bambini non se ne sarebbero nemmeno accorti. Tutti gli insegnanti con cui ne ho parlato hanno definito la cosa molto strana, si presentava in maniera molto strana. Posso quindi solo immaginare che provenga dall’ambiente scolastico”. Un giallo irrisolto insomma, quello che è certo, secondo la presidente, è che Milano Ristorazione non c’entra.

Gabriele Legramandi