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giovedì, 22 Febbraio, 2024

MICROPLASTICHE NEI LAGHI E NEI FIUMI: ENEA E LEGAMBIENTE PROMUOVONO UNA CAMPAGNA DI STUDI MAI AVVENUTA PRIMA

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di Veronica Graf

 

ENEA sta portando avanti un progetto di ricerca Life Blue Lakes coordinato da Legambiente sulla presenza di microplastiche nei laghi italiani, l’obiettivo è recuperare il gap fra gli studi già molto avanzati per l’ambiente marino, per il quale molto è stato fatto negli ultimi anni, e quelli per l’ambiente lacustre, lasciato un po’ in secondo piano. Di microplastiche (ovvero le particelle di plastica inferiori a 5 millimetri) nei mari di tutto il mondo se ne parla tantissimo, ma ci sono anche altre acque in cui le microplastiche sono un problema: le acque interne, quelle dei fiumi e dei laghi. I ricercatori dell’ENEA stanno svolgendo un’indagine sul rischio microplastiche nei laghi, eseguendo una mappatura meticolosa e innovativa per il campionamento, l’analisi e il monitoraggio della presenza di microplastiche nelle acque lacustri, parallelamente – sempre grazie a Legambiente – è in corso anche la campagna Goletta dei laghi, interrotta a causa dell’emergenza Covid.

Nella seconda fase del progetto Life Blue Lakes, oltre all’attività di monitoraggio delle microplastiche, anche il trasferimento dei dati raccolti alle istituzioni preposte alla salvaguardia ambientale e l’avvio di azioni dimostrative e di confronto con le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). 

Il progetto rientra nell’ambito del programma europeo Life con il contributo di PlasticsEurope, gli ultimi dati forniti da ENEA dicono che le concentrazioni delle microplastiche variano da 10 mila a 230 mila particelle/km2. Nei laghi Maggiore, Como e Garda (monitorati dal 2016 al 2019) la maggior parte dei frammenti e filamenti è di polietilene, polipropilene e polistirene.

Il monitoraggio effettuato dai ricercatori ENEA è articolato in quattro fasi, ciascuna per i tre elementi analizzati (acqua superficiale, colonna e sabbie): l’analisi preliminare, il piano di monitoraggio, le attività in sito e in laboratorio. Questa raccolta e trasferimento di dati è molto importante considerata l’entrata in vigore della nuova Direttiva 2020/2184 dell’Unione Europea, che impone il controllo della presenza delle microplastiche nelle acque potabili e ne richiede l’armonizzazione dei metodi di analisi.

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