di Stefano Sannino

 

Il 2021 è sicuramente un grande anno per l’Italia, che si sta dimostrando capace di vincere in moltissime competizioni internazionali. Il massimo giubilo che ha investito i social media in seguito alle numerose vittorie olimpiche, oltre che quello già sperimentato dopo gli Europei di calcio e l’Eurovision, nasconde però un’amara verità che vale la pena conoscere. Gli italiani, lungi dall’essere un popolo notoriamente fiero della propria identità nazionale o nemmeno lontanamente patriota, riscopre l’amore per l’italianità – guarda caso – proprio in periodi come questo, in cui la Nazione vince su ogni fronte.

Gioire per le vittorie è sacrosanto, così come acclamare i nostri atleti: ciò che invece andrebbe rivisto è proprio questo finto patriottismo che ha investito un po’ tutti i “commentatori seriali” sui social media, che però fino allo scorso anno erano i primi ad insultare il Bel Paese e la sua storia. 

Essere italiani, appartenere ad una Nazione, significa identificarsi in un insieme di convinzioni, di leggi, di stili di vita, di identità storiche, che non può emergere solamente nei periodi positivi. Bisognerebbe essere sempre italiani, essere sempre fieri di appartenere ad un Paese che, da solo, possiede il 70% circa del patrimonio culturale mondiale; le cui città millenarie si ergono su alcuni dei paesaggi più invidiatici al mondo; il cui amore per la scienza, la filosofia ed il sapere in generale è guardato ed ammirato dagli altri paesi in ogni momento dell’anno e non solo quando un atleta porta alto il nome della nostra Nazione.

Sono tantissime le eccellenze nazionali di cui dovremmo costantemente andare fieri e che dovremo acclamare quotidianamente ma, purtroppo, spesso ce ne dimentichiamo. Ci dimentichiamo che viviamo letteralmente in un sito archeologico a cielo aperto e che mangiamo il cibo migliore del mondo, che guardiamo l’arte migliore del mondo e che abbiamo, ogni giorno, a che fare con quelle eccellenze di cui però ci dimentichiamo. E allora che queste Olimpiadi, insieme a tutte le altre vittorie che abbiamo accumulato in questo 2021, non siano solo l’occasione per fingersi italiani, ma per sentirsi davvero tali con tutte le gioie e i dolori che una società plurimillenaria come la nostra può portarci.