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lunedì, 20 Maggio, 2024

JEANNE LIOTTA ETERNAL RETURNS

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Land of Enchantment 1994, Super 8mm, colore, no sonoro, 3 min.
Crosswalk 2010, video, colore e b/n, sonoro, 18 min. 45 sec.
Soon It Would Be Too Hot 2014, HD video, colore, sonoro di Zach Layton, 7 min.
Observando El Cielo 2007, 16mm, colore, sonoro di Peggy Ahwesh, 19 min.

EXPANDED FILM PERFORMANCE
Path of Totality 2017, 16mm film loop, oggetti concreti e trasparenti, +/- 30 min.
venerdì 20 ottobre 2023 ore 19:30
Museo Hermann Nitsch vico lungo Pontecorvo 29/d Napoli

In tour europeo, per un’eccezionale occasione a Napoli Jeanne Liotta, artista newyorkese che interseca l’arte, la scienza e la filosofia naturale nel suo Science Project. “…Lavorare con la pellicola filmica ha di per sé una base scientifica: c’è l’aspetto chimico e c’è l’aspetto ottico, quindi, in definitiva si ha a che fare con la percezione, che potrei definire scienza, in un certo senso; è un po’ scienza e filosofia. Utilizzo spesso il termine ‘filosofia naturale’ perché è così che la chiamavamo prima di avere il termine ‘scienza’. Era compito di tutti, come una scienza civica. Ognuno ha la responsabilità o l’opportunità, in quanto essere umano, di scoprire di che cosa è fatto il proprio mondo e cosa ne pensa, di osservare e prendere appunti e riflettere – questo è il nostro lavoro come esseri umani, in qualche modo, ed è quello che sento di fare quando creo le cose. È solo il mio pensiero”.Nel 2010 per Independent Film Show 10 edition, abbiamo conosciuto i films ‘naturalistici’ di osservazione dei movimenti della Terra, e poi nel 2018 per IFS18 edition ci siamo immersi nelle expanded film performance alla Vigna San Martino e nella video-installazione In This Immense Space Hidden Things Appear Before Us, con due smartphone sul tetto del Museo Nitsch che riprendevano gli esterni, sovrapponendo le immagini registrate ai rendering di SkyView e trasferendo per i visitatori nella sala interna quelle stesse porzioni di cielo con i pianeti, le costellazioni, i satelliti e la ‘spazzatura’ di passaggio in quell’orbita terrestre; nella mostra Break the sky gli acquerelli Bruno Studies con la sagoma della statua del Bruno in Campo de’ Fiori, gli inchiostri e acquarelli Nightly Studies che disegnano le mappe dei cieli notturni osservati nelle località del mondo durante le sue ricerche filmiche, e i fotogrammi Articuli stampati a mano in camera oscura ispirati alle xilografie dei diagrammi copernicani del filosofo frate domenicano G. Bruno.Venerdì 20 ottobre 2023 alle ore 19:30 sono in programma i quattro films e la expanded film performance:LAND OF ENCHANTMENT (1994, S8mm, colore, no sonoro, 3 min.) Primo incontro con il paesaggio del New Mexico con un rullino kodachrome Super 8mm, con una bussola. Una terra mistica dove la bussola non trova il nord. Perso nell’attimo.CROSSWALK (2010, video, colore e b/n, sonoro, 18 min. 45 sec.) Ambientato nel quartiere newyorkese di Losaida, la schiettezza di Crosswalk – incarnata dalle riprese a mano libera e dalla tattilità sgranata del S8mm – rispetta il proprio soggetto. La cinepresa segue una processione del Venerdì Santo nel Lower East Side. Attraverso le strade affollate, la figura di Cristo cade per le tre volte richieste mentre i ‘soldati’ lo rimettono sul cammino. Il gioco di parole ‘religioso’ del titolo si estende facilmente agli incroci culturali e sociali dell’ambiente, all’incrocio sonoro tra le sirene della polizia, il traffico, l’hip-hop e un testo religioso di una voce fuori campo, alla rievocazione di un evento biblico tra vetrine, banche e veicoli.SOON IT WOULD BE TOO HOT (2014, HD video, colore, sonoro di Zach Layton, 7 min.) Riprendendo il titolo dalla prima riga del romanzo del 1962 sul clima The Drowned World di James G. Ballard che descrive in modo vivido una futura Terra distopica, Soon It Would Be Too Hot utilizza delle immagini originali, dei suoni ed i più attuali dati sulla CO2 per considerare lo stato di scioglimento dei ghiacci nell’Artico dovuto al riscaldamento degli oceani e della Terra fondamentalmente causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica. È stato commissionato per un progetto collaborativo scienza/arte unico nel suo genere, proiettato al Fiske Planetarium, Boulder, Colorado, per Science on a Sphere del NOAA, una piattaforma globale per l’Educazione alle Scienze della Terra.OBSERVANDO EL CIELO (2007, 16mm, colore, sonoro di Peggy Ahwesh, 19 min.) Liotta ha filmato il cielo per un periodo di sette anni da siti remoti e si è ispirata agli scritti e ai diagrammi copernicani del cosmologo e filosofo Giordano Bruno, e inoltre alle attuali applicazioni per smartphone di ‘osservazione delle stelle’ in realtà aumentata per l’identificazione di oggetti celesti. Anche se sono stati creati a 500 anni di distanza l’uno dall’altro, Liotta afferma che entrambi gli approcci servono essenzialmente a permetterci di visualizzare la nostra posizione nello spazio ed a considerare la nostra esistenza all’interno dell’universo.PATH OF TOTALITY (2017, film loop 16mm, oggetti concreti e trasparenti, sonoro di Eric Baus, Phil Cordelli e Oren Silverman, +/- 30 min.) Ispirato all’eclissi solare totale dell’agosto 2017, i concetti visivi di latenza della luce, visione periferica e immaginazione cosmica sono attivati attraverso l’uso di oggetti semplici e lenti d’acqua.Jeanne Liotta (1960, New York USA) realizza film, video e altre cose effimere, tra cui installazioni, film performance, opere su carta e fotografie. Le sue opere abbracciano una costellazione di medium e le sue indagini sull’effimero e sul reale nel tempo filmico sono spesso in una vivace intersezione tra arte, scienza e filosofia naturale. Observando El Cielo è stato votato tra i migliori del decennio dalla Film Society of Lincoln Center, ed ha vinto il Tiger Award for Short Film al Rotterdam International Film Festival ed è stato inserito nella Top Ten Films del 2007 del magazine Artforum.Per 17 anni, Jeanne è stata la forza creativa di Firefly Cinema, un microcinema comunitario che proiettava i films della collezione 16mm della New York Public Library; ha scritto una breve monografia sui film di Joseph Cornell pubblicata da SF Cinematheque per la retrospettiva “Navigating the Imagination Cornell” al SFMOMA, grazie alle sue ricerche nella Joseph Cornell Film Collection dell’Anthology Film Archives. New York.Recentemente, Liotta ha pubblicato un saggio per il magazine Millennium Film Journal, dal titolo “Enter Germs, Enter the World: Hand Processing Artists Films in the AIDS Era”. Attualmente è docente presso l’Università di Colorado Boulder, dove dirige il programma di laurea in Film e da molti anni è tutor di studenti laureati nel programma MFA della Bard di New York. I suoi film sono distribuiti da Light Cone a Parigi, e il suo lavoro è rappresentato dalla Microscope Gallery di New York.
http://www.jeanneliotta.net/

Prof. Pasquale Lettieri
Critico d’arte

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