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venerdì, 12 Aprile, 2024

Impatto dell’emergenza sanitaria sul car sharing

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di Valentina Mosca

Il Car sharing consiste nell’utilizzo condiviso di diverse autovetture da parte di più utenti, in momenti diversi della giornata, 24 ore su 24, e per 365 giorni l’anno. Si paga solo l’effettivo utilizzo del veicolo, sulla base di tariffe orarie e chilometriche già prestabilite. Il noleggio e l’utilizzo avviene tramite app. Dopo l’utilizzo, gli utenti non devono riconsegnare l’autovettura presso una postazione “prefissata”, ma possono lasciarla in un qualsiasi parcheggio, purché all’interno della zona di esercizio del fornitore del servizio di car sharing.
Il car sharing si configura, di fatto, come un moderno servizio di mobilità urbana; rappresenta una occasione per il nostro territorio e, oltre che un vantaggio certo per l’utente, una opportunità ulteriore di tutela dell’ambiente.
Ha la capacità di soddisfare i bisogni dell’utenza fornendo un servizio al pari dell’auto privata, ma a costi inferiori e, soprattutto, senza nessuno degli oneri spettanti ai proprietari di veicoli.
Favorisce, altresì, comportamenti individuali più responsabili, attraverso un uso dell’automobile limitato alle effettive esigenze, ed a vantaggio di mezzi ecocompatibili e a bassa intensità energetica. Ciò si traduce in una riduzione del traffico veicolare e dello smog e, quindi, in un minore inquinamento atmosferico ed acustico. Basti pensare alle minori emissioni di anidride carbonica, che rappresenta il gas principale responsabile dell’effetto serra.
Proprio le emissioni di gas ad effetto serra, che derivano soprattutto dai trasporti, hanno contribuito notevolmente al cambiamento climatico. Con la diffusione del car sharing le città si alimenterebbero di energia pulita, con una limitazione significativa delle tonnellate di Co2 rilasciate nell’aria.
Ma l’emergenza sanitaria, non ha risparmiato neanche questo settore, che ha subìto un calo della domanda non indifferente.
Le misure anti contagio, infatti, hanno cambiato molte abitudini. E’ aumentato il numero di persone che lavorano in smart-working, con la conseguente limitazione della mobilità.
Queste condizioni hanno allentato sensibilmente la morsa del traffico veicolare nei centri urbani, ma nel contempo ridotto il ricorso all’auto condivisa.
È pur vero che viaggiare stando all’aria aperta e, quindi preferire soluzioni come la bicicletta o camminare, è uno dei modi più sicuri per evitare il Coronavirus quando ci si sposta. Ma che fare se le condizioni meteorologiche avverse non lo permettono?
Secondo alcuni studi, la maggior parte delle persone preferiscono utilizzare la propria autovettura, anziché condividere gli spazi con altre persone. Ma non tutti possiedono un’auto o possono usarla ogni giorno, per cui il car sharing rimane comunque l’unica possibilità di avere un’auto all’esigenza senza un impegno economico fisso.
A proposito del rischio contagio, le società suggeriscono di adottare alcuni accorgimenti per ridurlo.
Dato per scontato che le società di noleggio provvedono ad una costante igienizzazione degli abitacoli, gli utenti sono invitati ad assumere comportamenti ancora più rigorosi. Per esempio preferendo un noleggio più lungo invece di noleggiare un’auto diversa per ogni viaggio; arieggiare regolarmente l’auto e disinfettarsi prima dell’utilizzo ed, infine, lasciare l’auto in uno stato in cui piacerebbe trovarla. Tanti piccoli gesti che contribuiscono ad abbassare il rischio di contagio.
L’emergenza Covid-19 finirà ed il car sharing ritornerà ad essere una soluzione ottimale per ridurre l’inquinamento atmosferico, ovvero una scelta di indubbio valore ambientale per il futuro delle nostre città.

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