di Susanna Russo

Giusy Versace è una politica, atleta, scrittrice e conduttrice televisiva.
È stata la prima atleta italiana della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori. Nel 2011 fonda l’associazione Disabili No Limits Onlus per aiutare altri ragazzi ad avvicinarsi allo sport.
Nel 2013 ha scritto la sua prima autobiografia, Con la testa e con il cuore si va ovunque, edita da Mondadori.
Nel gennaio 2018 ha annunciato la sua candidatura alla Camera dei Deputati nelle liste plurinominali di Forza Italia per le elezioni politiche del 4 marzo 2018 ed ottiene un seggio a Montecitorio.
Il 29 maggio 2021 viene nominata nuovo responsabile del dipartimento Sport, Disabilità e Pari Opportunità del proprio partito.
Il 26 luglio 2022 abbandona Forza Italia. Il 3 agosto aderisce al partito di Carlo Calenda, Azione.
È candidata alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre al Senato insieme al partito Azione.


Quando, a suo parere, in Forza Italia, si sono manifestate le prime ed irreversibili crepe?

«Quando la Lega nel 2018 scelse di formare il governo con il M5S, Forza Italia non ha saputo fare un’adeguata opposizione, quasi a non voler “urtare la sensibilità” dell’alleato di centrodestra, cosa che, invece, obiettivamente, hanno saputo fare meglio i colleghi di Fratelli d’Italia. Normalmente chi perde consensi è quasi sempre la forza politica che governa, perché inevitabilmente scontenta qualcuno o delude qualcun altro, Forza Italia è invece l’unico partito che ha dimezzato i consensi stando all’opposizione e passando dal 14% del 2018 al 6% e sostanzialmente perché non ha avuto coraggio!
Forza Italia si è snaturata inseguendo la Lega e dimenticando le sue origini, i suoi valori, rivendicando un senso di responsabilità che poi non ha dimostrato e lasciando totalmente scoperta quella parte di campo più centrale, moderata, riformista e liberale che oggi ha trovato una casa nel Terzo Polo nato per volontà di Calenda e Renzi.»

In seguito alle varie defezioni da Forza Italia, non sono mancati insulti ad offese anche da parte del leader e dei membri del suo ex partito. Si aspettava delle reazioni così forti e un tale risentimento? Quali sono le sue riflessioni in merito?

«L’insulto e l’offesa non li giustifico mai, ancor meno se di carattere personale cosa che invece è avvenuto con il ministro Brunetta (solo per citare l’esempio più clamoroso). Il più delle volte si cade così in basso per mancanza di argomenti. Anche questo è stato uno dei motivi che, ormai a Camere sciolte, mi ha spinta a lasciare Forza Italia.
Vede, in politica le persone non devono starti simpatiche nè antipatiche, devono essere competenti e capaci, lavorare concretamente e rassicurare. I sentimenti personali vanno tenuti da parte, governare un Paese non è un gioco e richiede serietà e responsabilità. Purtroppo negli ultimi anni la politica non ha dato un bell’esempio e questo vale per tutti, da sinistra a destra, non ci si può lamentare se la gente è sfiduciata e stanca. Casomai bisogna interrogarsi con umiltà e senso di autocritica prima ancora di puntare il dito sugli altri. Tornando a Forza Italia, ho detto più volte di essere grata al Presidente Berlusconi e al gruppo per la fiducia che mi hanno dato in questi anni, ma non posso difendere né giustificare scelte, modalità, toni e termini che non condivido né mi appartengono. Questo per me non vuol dire “tradire”, io sono rimasta fedele ai miei principi e valori. A casa ho uno specchio nel quale voglio continuare a guardarmi con orgoglio.»

Con l’adesione al partito Azione ha voltato pagina. Quali sono i principali obbiettivi che si è prefissata in questa nuova fase della sua carriera politica e in questa campagna elettorale?

«Affronto la gente e cammino a testa alta perché ho scommesso in un progetto in cui credo e che ha molti margini di crescita! Ovviamente intendo dare continuità ad un lavoro già avviato su temi per i quali mi sono sempre battuta prestando la mia voce: sport, pari opportunità, disabilità, giovani e lavoro. La mia vita è sempre stata caratterizzata da sfide e ho voluto scommettere anche su questa, anche perché in Azione trovo quel contenitore liberale, moderato, riformista, cattolico ed europeista nel quale mi sono sempre rispecchiata, ma soprattutto trovo gente motivata e competente che ha voglia di lavorare con serietà sui reali problemi e le reali esigenze delle famiglie. Penso, inoltre, che l’alleanza di Calenda e Renzi possa far crescere seriamente questo Polo, offrendo una seria risposta politica ai milioni di persone che non si sentono più rappresentati.»

Quale la sua risposta alla crisi del gas che adesso grava sulle spalle degli italiani?

«È evidente che servano aiuti immediati per mettere dei tetti e abbassare il costo per Mwh per le aziende energivore e per quelle che dipendono dal gas nella produzione, oltre a lavorare seriamente e con coraggio per differenziare le forniture e renderci più autonomi. Abbiamo recentemente votato il DL aiuti bis e c’è pronto già il Ter per stanziare subito altre risorse per aiutare famiglie e imprese,  occorre però avere il coraggio di ammettere che occorrono rigassificatori e nucleare pulito, su cui si è fatta troppa demagogia, generando solo più confusione e inutili allarmismi. Purtroppo l’era dei social ha semplificato anche concetti che meritano dibattiti più competenti e seri approfondimenti.»

 “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, questo il titolo del suo libro. E’ questo anche il motto della sua campagna elettorale?

«Questo è il motto che muove ogni mio passo, e non solo i politica.»

C’è qualcosa che l’attività agonistica le ha insegnato e che riesce a sfruttare su piano politico?

«Disciplina, sacrificio, umiltà, Fairpaly e lavoro di squadra. Senza queste caratteristiche si conclude poco.»

Ancora oggi, sui social, ricorda il giorno del terribile incidente in cui perse entrambe le gambe, era il 22 agosto 2005. Che cosa le ha insegnato questa tragedia? E come questo tipo di vissuto incide sulla sua vita professionale (da politica e sportiva) di oggi?

«Quel giorno non ho solo perso le gambe, ho rischiato di morire e questa consapevolezza unita alla memoria di quel giorno, mi ricorda che dobbiamo sempre ringraziare e non dare mai nulla per scontato. Soprattutto ho imparato che in tutti gli step della nostra vita, e in tutti gli ambiti, occorre coraggio. Ho anche imparato che sei fai qualcosa di buono e la metti a disposizione degli altri, quella cosa, che sia un’azione, un gesto, una scelta, assume più valore e ti fa sentire una persona migliore.»