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venerdì, 23 Febbraio, 2024

GETSEMANI, II CAMMINO: INCONTRI DIETO PLEXIGLAS, MA SENZA SCUDO

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di Susanna Russo

 

“A dicembre del 2019 abbiamo intrapreso un cammino insieme. Poi il mondo è cambiato. Noi siamo cambiati. Qualcosa è successo. Ora noi riprendiamo quel cammino. E ci sentiamo diversi. In quel dicembre del 2019 molte persone sono venute. Ci siamo incontrati, ci siamo guardati negli occhi, abbiamo sorriso insieme, ma non abbiamo parlato. Siamo rimasti in silenzio. Qualcuno ha pianto. Ci siamo abbracciati e ci siamo regalati le parole, scritte su biglietti di carta.” Queste sono le parole usate da Antonio Syxty, direttore artistico di MTM, per raccontare l’ultima performance da lui realizzata, con la collaborazione di Susanna Baccari, presso il Teatro Litta di Milano.

A Dicembre 2019 Getsemani parte I: un percorso itinerante spogliato dalla religiosità che suggerirebbe il titolo, ma comunque ricolmo di ritualità e sacralità. A dicembre 2019 le mani si intrecciavano senza paura, ed i corpi si abbandonavano gli uni agli altri in abbracci coraggiosi. A Dicembre 2019 non esistevano distanziamento sociale e strofinamenti di gomito, e un teatro poteva diventare un luogo di incontri umani senza precedenti.

A Luglio 2021, presentando il secondo cammino di Getsemani, Antonio Syxty scrive: “a distanza di più di un anno ‘vissuto pericolosamente’ il nostro incontro continua, il nostro cammino riprende. Staremo ancora in silenzio, insieme a voi, ci guarderemo negli occhi, ci sdraieremo in terra, guarderemo il cielo nel tepore della notte di questo luglio del 2021 e cercheremo di interpretare i segni dei tempi.”

Getsemani è un percorso senza schermi e senza scudi, realizzato per una società di individui che passano il loro tempo tentando di celarsi, proteggersi e nascondersi, in una fase storica di bocche coperte, plexiglas e guanti in polipropilene. Disteso sulle poltrone rosse della platea un enorme cellofan: il cimitero del Teatro. Corpi d’attori avvolti nei cellofan, e contatti umani filtrati dalla plastica.

In un momento di isolamento e paura della condivisione, al Teatro Litta una performance che ci costringe a scontrarci con una realtà che ci vuole distanti ed allarmati dal solo contatto con l’altro, ma per dieci giorni, distanti ed allarmati, lo si può essere insieme, nell’unico luogo in grado di fermare il tempo e rendere immenso lo spazio: il Teatro.

 

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