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martedì, 28 Maggio, 2024

ECCESSIVA RISPOSTA INFIAMMATORIA: SVELATA LA CAUSA DI MORTE DI STEFANO PATERNÒ, VACCINATO CON ASTRAZENECA

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di Giorgia Scataggia
Il 9 Marzo veniva a mancare, nella propria abitazione a Misterbianco, il  sottoufficiale della Marina Militare Stefano Paternò, dopo appena 15 ore dalla somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca.
Le indagini condotte dalla magistratura siciliana, dirette dal Sostituto Procuratore Gaetano Bono e  coordinate dal Procuratore della Repubblica Sabrina Gambino, hanno finalmente portato alla risoluzione del caso.
I consulenti tecnici del Pubblico Ministero hanno confermato la relazione di causa-effetto con la vaccinazione, specificando, però, che la causa della morte sarebbe legata alla reazione individuale del giovane militare al vaccino, il quale al momento dell’iniezione ospitava un’infezione da SARS-Cov2 in forma asintomatica (condizione confermata da una debole positività al tampone e dalla presenza di una significativa quantità di anticorpi IgG, ma non di IgM). La concomitanza fra i due eventi avrebbe generato un’esagerata reazione infiammatoria, la quale risulterebbe essere la diretta causa del decesso.
È stata dunque definitivamente smentita la lettura in chiave antivaccinista della vicenda.
La Procura siracusana sottolinea, inoltre, che gli esami istologici hanno accertato la “presenza di elevati livelli di IL-6, una citochina espressione dell’attivazione di un processo infiammatorio intenso che appartiene alla manifestazione clinica della malattia, nel periodo della cosiddetta ‘tempesta citochinica’, ma che può appartenere alla sindrome post-vaccinica denominata ADE (Antibody-dependent enhancement). Pertanto, presupponendo l’ADE una eccessiva attivazione immunitaria, si è attivato un meccanismo tale da condurre ad un danno tissutale polmonare con l’evoluzione verso un quadro di sindrome da distress respiratorio acuto, cd. ARDS. Non esistono dubbi in merito alla notevolissima entità del danno polmonare, tanto da configurarsi un quadro incompatibile con la respirazione e, quindi, con il mantenimento delle funzioni vitali: sul punto basti ricordare che, come unanimemente accettato dalla comunità scientifica internazionale richiamata nella letteratura citata dai consulenti tecnici, la tempesta citochinica tipica, che si vede in caso di infezioni da SARS-Cov-2 e in caso di ADE, ha il polmone come precipuo organo-bersaglio.

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