di Sara Matteucci

 

E’ ufficialmente primavera. L’arrivo della bella stagione apre le danze al sole, alla natura che è al meglio di sé, profumi inconfondibili, tuttavia questa è anche la stagione per eccellenza delle insidiose allergie.

Prurito, arrossamento, occhi che bruciano, congestione nasale, stanchezza: sono alcuni dei sintomi più comuni dell’allergia ai pollini. E’ spesso trasmessa geneticamente e colpisce il 60% della popolazione europea e dal 15% al 20% ne soffrono in una forma grave. La maggior concentrazione pollinica avviene nelle ore centrali del giorno, è consigliabile uscire alle prime ore del mattino e a tarda sera per limitare il più possibile l’esposizione agli allergeni. Inoltre, può risultare utile consultare il calendario dei pollini, in cui è indicato il periodo di pollinazione delle varie specie di piante. L’ AAITO (Associazione allergologi e immunologi territoriali ed ospedalieri), fornisce un bollettino dei pollini aggiornato relativo alla propria area di interesse; una vera e propria previsione del polline, così da pianificare le proprie attività nella speranza di non incombere in un attacco allergico. 

Allegie primaverili, in Italia una persona su cinque ne soffre. Per far chiarezza sul tema La Critica ha intervistato la dottoressa Francesca Carvutto, farmacista, omeopata e nutrizionista.

 Andiamo all’origine. Cos’è la pollinosi? 

“La pollinosi è l’associazione dei suddetti sintomi allergici alla fioritura di alcune piante in determinate stagioni, questo scatenerà una risposta allergica nei soggetti sensibilizzati ai pollini. Molto importante in questi casi è adottare una terapia alimentare, poiché spesso l’alimentazione può essere concausa dell’allergia ai pollini.”

La salute passa dalla tavola. I sintomi allergici possono diminuire notevolmente grazie ad un’alimentazione corretta? 

“Decisamente. Si inizia con un periodo di prevenzione: prima della fase allergica acuta, si va a curare il microbiota intestinale con probiotici e prebiotici. Inoltre, con l’eliminazione di alcuni alimenti e la scelta di un’alimentazione ad hoc e mirata, si riescono a curare i pazienti con congiuntivite, rinite e asma più o meno grave. I soggetti inizieranno a ridurre notevolmente l’utilizzo di farmaci antistaminici e cortisonici fino ad arrivare a non utilizzarli. E’una cura che va fatta nell’arco di un anno ma da ottimi risultati.”

Tra le terapie da adottare, sempre più persone scelgono la cura omeopatica. Perché secondo lei? 

“Molti si rifugiano nell’omeopatia perché non ha alcun effetto collaterale. Per trattare l’allergia ai pollini, spesso si somministrano terapie farmacologiche con i susseguenti effetti collaterali come sonnolenza e stordimento. Inoltre, antistaminici e cortisonici non possono essere sommati ad altre terapie farmacologiche già in atto. La scelta omeopatica non interferisce con alcun farmaco e si può utilizzare ripetutamente durante tutto l’arco della giornata, persino sui bambini. 

Si somministra al paziente la cura omeopatica qualche mese prima rispetto al periodo dei pollini e questo ridurrà fortemente i sintomi durante la fase allergica acuta.”

Abbiamo fatto chiarezza, grazie.