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venerdì, 12 Aprile, 2024

conosciiltuosguardo. «SE TU NON MI PARLI IO SONO COME CHI SCENDE NELLA FOSSA»

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di Angelo Portale

«Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio», Eb 1,1.2.

Il rivolgermi la parola, Dio lo ha fatto tramite i fatti storici che ha permesso nella mia vita interpretati alla luce del Vangelo ma lo ha fatto anche e soprattutto tramite la persona di Gesù.
Quando capisco poco della mia vita, guardo sempre il crocifisso che ho a casa, anche per ore, e lascio che sia lui a parlarmi. Cosa mi dice? Non ricevo discorsi, né rivelazioni sovrannaturali. Ricevo fede e consolazione. Sono certo di riceverli perché io riesco a trovare un senso alla mia vita solo quando guardo il crocifisso. Il crocifisso nutre i miei significati e mi apre sempre un orizzonte dentro il quale io posso collocare tutto e dargli un senso. Per me è questione di vita o di morte, sia sapere che Dio mi rivolge la parola, sia ricevere i contenuti di questa parola, capire cioè cosa vuole dirmi. È per questo che sempre mi scopro ripetere nel cuore, quando contemplo Cristo crocifisso, le seguenti parole del Salmo 28: «A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio, perché, se tu non mi parli, io sono come chi scende nella fossa».
Per aiutarti a riflettere un po’, voglio ora farti le seguenti domande. Se vuoi, risponditi.
La parola di chi consideri vitale, in questo momento della tua vita, in base a quello che concretamente stai vivendo? Quale parola vorresti sentirti dire dalla vita in questo momento? Quale parola da Dio? Quale dal tuo lavoro? Dal tuo futuro? Dai tuoi amici? Dal tuo partner? Da tuo figlio/a? Dal governo? Dall’organizzazione mondiale della sanità? Dal tuo inconscio? Dai tuoi sogni?
In mezzo a tante parole dette, non dette, sperate, odiate, amate, ognuno di noi vive il suo dramma interiore: una profondissima solitudine che nessuno, misteriosamente, riesce a colmare.
E come potrebbe accadere diversamente, visto che ognuno di noi ha bisogno di parole che abbiano un senso e un significato infinito ma non può darle e non può riceverle da nessuno dei suoi simili? Strano paradosso! Elemosiniamo in continuazione parole di eternità, attendiamo dagli altri, come cagnolini ai piedi del padrone, qualcosa che ci rassereni totalmente, che ci rassicuri definitivamente …. attendiamo una consolazione ma non arriva, non sembra arrivare, non può arrivare, non vuole arrivare …
Io, quello che vorrei sentirmi dire, da Dio, è solo questo: “Coraggio, non temere. Io sarò sempre al tuo fianco. Io ti darò la forza”. Mi aspetto questo. Solo questo. Sapete perché? Perché io non so cosa sia per me conveniente domandare. Solo lo Spirito, che abita in me, se abita in me, lo sa. Sia Lui a chiedere per me.

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