di Daniela Buonocore

Nella FENG SHOUQUING e nella HU QINGONG, due ditte di moda cinese site a Campi Bisenzio, la richiesta per un giorno libero a Pasquetta, presentata da Zaman Noor e di altri suoi connazionali pakistani non è piaciuta al datore di lavoro, tanto da fargli optare per il loro licenziamento attraverso un semplice messaggio su whatsapp. Gli operai fanno le 12/14 ore di lavoro consecutive senza sosta. Chiudono bottoni, infilano fili, tagliano maniche e appendono cartelline agli abiti, in più, quando è necessario, caricano perfino le macchine. Anche se a volte gli operai vengono divisi in base ai turni, questi ultimi non sono mai inferiori a 10 ore, così come precisato da Asif, un altro operaio tra quelli licenziati. Se il lavoro viene a mancare, loro vengono pagati la metà e se si assentano dal lavoro per due giorni di febbre gliene scalano il doppio dallo stipendio. I ragazzi coinvolti hanno spiegato che questo lavoro è stato trovato tramite amicizie perché, non parlando bene l’italiano, hanno difficoltà a trovarne altri. Tutti hanno mogli, parenti e bambini nella propria patria e oltre a dover sostenere le proprie famiglie, attualmente pagano 150 € di affitto al mese per l’appartamento che condividono con altri ragazzi. I malcapitati ci tengono a precisare che gli altri che lavoravano con loro sono cinesi e pertanto non si ribellano, loro invece hanno chiesto di lavorare 10 ore al posto di 12! garantendo che dopo la fine del periodo del Ramadan avrebbero recuperato le ore mancanti stabilendo 14 ore giornaliere. Ma quando sono entrati in contatto con il S. I. Cobas, hanno scoperto che il loro contratto prevedeva sia le ferie che la possibilità di lavorare 8 ore al giorno per soli 5 giorni a settimana. I protagonisti della vicenda hanno chiesto pertanto il giorno libero di Pasquetta e quando ciò non è stato loro concesso, hanno deciso di scioperare rifiutandosi di presentarsi al lavoro. Poco dopo è arrivato  sui loro numeri telefonici un messaggio whatsapp dal gestore cinese che gli: “chi non lavora oggi è fuori per sempre e se volete lavorare 8 ore al giorno trovatevi un’altra azienda”. Ecco che da qui è scattata la protesta e la manifestazione che ha visto partecipi anche Emilio Fossi, Sindaco di Campi Bisenzio e Alessandra Nardini, Assessore Regionale che ha segnalato tempestivamente questo problema al Ministero del Lavoro. Si aspettano novità sull’esito della vicenda, augurandosi che i diritti dei lavoratori e le leggi antisfruttamento e antirazziali vengano messe in atto.