di Stefano Sannino

Chiunque si andato a catechismo o a scuola sa che furono gli ebrei, il popolo eletto, a cambiare completamente la storia grazie al loro approccio monoteista e rivoluzionario. Eppure pare che non sempre sia stato così. Anche il popolo di Giacobbe, di Samuel, di Davide e di Salomone è stato politeista. 

Secondo gli studi biblici ed archeologici più recenti, la stessa Bibbia ci lascia notizie di un passato non monoteista per gli ebrei, proprio in quell’indefinibile tempo di cui racconta la Genesi. Secondo quanto riportato da Cristiano Grottanelli, professore di storia delle religioni presso l’Università di Pisa, vi è una notevole divergenza tra Yahweh e quell’El/Elyon (L’Altissimo) di cui si parla nel testo biblico. 

Di fatti pare che anche alcune epigrafie confermino che Yahweh fosse considerato un vero e proprio Dio nazionale per gli israeliti, figlio – al pari di molti – di un Dio creatore chiamato Elyon.  Questo fantomatico nome, compare per esempio in Genesi 14 dove Melchisedec, re di Salem e sacerdote di Elyon benedice Abramo. Alla presenza di Elyon, si aggiunge anche la misteriosa presenza di Asherah, una mitica figura femminile talvolta ritenuta la compagna di Yahweh, tra l’altra identificata come un semplice palo rituale. Sebbene non si sia certi della natura divina di questa Asherah si è oggi però  certi della presenza di Elyon, figura che dimostrerebbe come anche il più eletto tra i popoli umani non sia sempre stato ligio al monoteismo, ma fosse nato – al pari di molti altri popoli – come politeista. 

Un’altra figura che non si può ignorare è quella di Baal: oggi conosciuto dal cristianesimo come un demone, pare invece che per l’ebraismo delle origini fosse una vera e propria divinità celeste/solare a cui – nello stesso tempio di Gerusalemme – si tributavano sacrifici e fumigazioni. 

Sebbene dunque sia molto difficile ricostruire la religiosità israelita più antica, è ormai sicuro che il popolo ebraico nacque come politeista e che tributava onori e venerazione a numerose figure divine e che, probabilmente solo in un secondo momento, sviluppò un approccio monoteista preferendo il culto di Yahweh a quello di tutte le altre divinità. La storia del culto ebraico ci ricorda come la storia delle religioni e la religiosità in generale, sia una materia talmente complessa che vada trattata sempre con molta cautela: anche il più monoteista dei culti potrebbe, di fatti, fondarsi su radici politeiste.