Nuovo welfare e aiuti alle pmi

Un importante aiuto per i lavoratori delle imprese del terziario di Milano, arriva dalla detassazione su premi di produttività e servizi welfare. Vantaggio che, nella metropolitana lombarda aiuta a rilanciare anche i consumi e alleggerendo la crisi che blocca sia i salari verso il basso che il rinnovo dei contratti. Grazie all’accordo siglato nella sede di Corso Venezia di Confcommercio, prima tra le associazioni di categoria a Milano, Cgil, Cisl, Uil, riguardo la detassazione dei premi di produttività. Da tale accordo possono aderire tutte le imprese del terziario, dai grandi uffici ai piccoli negozi, sia che essi abbiano o meno il sindacato interno che li rappresenti.
L’intesa permette alle imprese che aderiscono a Confcommercio Milano, che applicano un contratto del terziario ad esclusione del settore turistico, di concedere ai propri dipendenti premi di produttività applicando un’aliquota agevolata che riduce il cuneo fiscale, per coloro che hanno un reddito minore a 50.000€ annui.
Questi benefici siglati interessano 800 mila lavoratori, 145 mila attività, per un valore complessivo di 1.6 miliardi.
Come sintetizza Marco Beretta, se ne traggono 3 vantaggi grazie a questa intesa: “Si incentiva il riconoscimento del merito. L’aliquota viene abbattuta al 10% per i premi fino a 2mila euro sui risultati annui, che diventano 2.500 euro se gli obiettivi da raggiungere sono decisi insieme ai lavoratori”.
Viene così applicata l’idea che le capacità vengono valutate con criteri trasparenti e concordati.
Quindi, “Si incoraggia la partecipazione di tutti alle decisioni”. Infine la ricompensa può essere convertita in servizi di welfare, esentasse: voucher per asili nido, studio, centri estivi, badanti.
Luigino Pezzuolo, Cisl, aggiunge: “Finora i benefit erano una scelta unilaterale dell’imprenditore, oggi quei servizi si candidano a diventare elemento di competitività aziendale, grazie agli sgravi”.
I sindacati avranno il compito di monitorare ogni 4 mesi le aziende, “Un risultato cruciale che resuscita il tavolo con Confcommercio fermo da molti anni e valorizza la contrattazione all’interno dell’azienda”, conclude Giovanni Gazzo della Uil.
Si parla quindi di un risparmio significativo poiché viene abbattuta del 27% circa l’aliquota su premi di produttività. E tutto ciò si traduce in più soldi in tasca per i lavoratori.
L’intesa, raggiunta tra Confcommercio e i sindacati, allarga i beneficiari: verso l’alto fino ai primi livelli dei quadri e verso il basso, alle attività che hanno meno di 15 dipendenti, dove non è presente la rappresentanza sindacale.
Nella metropoli milanese è fondamentale un accordo simile perché “sette imprese commerciali su dieci sono senza Rsu”.
Ciò non vale per le imprese; Assolombarda, l’associazione delle imprese industriali e del terziario che operano nelle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza, riprende un accordo che Confindustria aveva siglato con le sigle confederali, solo per le aziende meno protette, senza quindi un rappresentate sindacale.
L’innovazione ha lo scopo di rilanciare il meccanismo dei premi di produttività in una scala più ampia rispetto al passato. “Il taglio delle tasse libera risorse che possono rilanciare i consumi, questa fiscalità ragionevole fa bene a imprese e lavoratori”, sottolinea Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, aggiungendo che l’intesa “dimostra anche l’utilità dei corpi intermedi vivi, come sono le organizzazioni sindacali più rappresentative sul territorio, in grado di essere sempre efficiente cerniera tra Stato e sistema imprenditoriale”. Concludendo, può crescere anche il poter d’acquisto in un periodo in cui l’economia manda segnali di ripresa che non sono del tutto stabili. L’accordo, inoltre, evidenzia l’importanza fondamentale e l’efficacia che può produrre la contrattazione delle Organizzazioni sindacali più rappresentative nel territorio nazionale.

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