MAMMA LAURA, ALLONTANATA DAL FIGLIO PER AVER DENUNCIATO ABUSI FAMILIARI

di Giorgia Scataggia

La storia raccontata di seguito dimostra nuovamente che viviamo in una realtà schizofrenica. Una realtà folle, perché da una parte risuonano ridondanti gli slogan che spingono le donne a denunciare velocemente le violenze, dall’altra, se lo fanno, rischiano di vedersi strappare i figli. La vicenda, raccontata in diretta su Radio Critical Break, che vede protagonista Laura Massaro, mamma coraggio presente anche alla Conferenza Stampa che ha avuto luogo il giorno 8 Settembre alla Camera dei Deputati, è una delle tante, troppe dimostrazioni di questa verità.
 
LE DENUNCE? SPESSO DIVENTANO UN BOOMERANG.
 
Laura Massaro, assistita dall’avvocato Lorenzo Stipa, da sette anni è coinvolta in un procedimento giudiziario per l’affidamento di suo figlio. Questo procedimento parte dalla separazione con il suo ex compagno. La situazione va a complicarsi nel momento in cui la donna decide di denunciare non solo le violenze domestiche subite, ma anche gli abusi che il figlio raccontava al ritorno da ogni visita al padre.
La denuncia non è stata presa in considerazione, come spesso accade, a causa della forma mentis malata di un sistema che tende a valutare la donna che sta portando avanti una separazione come vendicativa nei confronti dell’ex partner.
La conseguenza di questa deformata visione è che la madre viene giudicata unica responsabile del rigetto dei figli nei confronti del padre. Da ciò ne consegue che anche i racconti dei bambini vengono considerati inattendibili, in quanto frutto dell’alienazione che la madre ha operato su di loro ai danni del padre.
Il rifiuto di questi bambini, che spesso avviene anche con manifestazioni psicosomatiche, non viene approfondito.
 
Laura, in seguito alla perizia di una psicologa giuridica, è stata definita come madre alienante, nonostante la denuncia per le violenze subite, nonostante la testimonianza del figlio a conferma della sua versione dei fatti. È arrivata la condanna della CTU, secondo la quale il figlio sarebbe stato immediatamente collocato in casa famiglia senza alcuna possibilità di contatto con la madre per almeno sei mesi, a discrezione, incredibilmente, del padre. Grazie al lavoro degli avvocati è riuscita ad ottenere una sentenza favorevole in Corte d’Appello, la quale revoca questo decreto. Nonostante ciò, tornata in primo grado come da prassi, è ricominciata la persecuzione. Il figlio di Laura soffre anche di una forma di ipertensione secondaria ad una malattia autoimmune che lo ha colpito nel 2014, ma nessuno si preoccupa della sua situazione sanitaria.
 
AVVOCATO POLACCO: TRIBUNALE DEI MINORI COMPOSTO PER IL 70% DA ASSISTENTI SOCIALI.
 
Ospite in studio anche l’avvocato Edoardo Polacco, il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni su queste tematiche: “Quando accendo la tv e vedo queste poliziotte che incitano le madri a denunciare le violenze, assicurando protezione, ho sinceramente paura. Troppo spesso accade l’opposto. La Polizia, nel contempo, avvisa Tribunale dei Minori ed assistenti sociali. Di conseguenza, il rischio di cadere nel baratro, è alto. Il Tribunale dei Minori è composto, per il 70%, da assistenti sociali, psicologi e via dicendo, che la mattina svolgono quel ruolo ed al pomeriggio fanno i giudici. Sono sempre le stesse persone. Questa non è giustizia, soprattutto se pensiamo che, a pagare tutto questo, sono le anime innocenti dei bambini, come nel caso del figlio della signora Massaro. Gli unici a poter fare qualcosa sono i nostri legislatori, i quali dovrebbero chiudere i Tribunali dei Minori, che servono solo a impantanare i diritti familiari e costituzionali”.
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