Francia 2015, Front National primo partito di sinistra…

La vittoria del Front National in Francia nelle amministrative del 6 dicembre 2015 vedono i francesi spostarsi su posizioni di sinistra e socialiste. Certo sembrerà una contraddizione ma se per gioco togliessimo dal programma elettorale del Front National il suo nome e simbolo e leggiamo solo il programma alla fine potremmo pensare che si tratti di argomenti di un partito socialista – leninista. Forse l’unico argomento che possiamo far rientrare nei canoni della destra sono i punti sulla sicurezza, il resto è roba che in Italia potrebbe apparire nei programmi elettorali di Vendola o di Marco Rizzo del Partito Comunista italiano. I punti sul problema dell’immigrazione sono molto forti vanno dall’espulsione sistematica di tutte le persone che entrano o si trattengono illegalmente sul territorio nazionale, al cancellare dalla legge francese ogni possibilità di regolarizzazione, vietare ogni manifestazione dei clandestini o di sostegno ai clandestini e subordinare gli aiuti allo sviluppo alla cooperazione dei paesi di origine nella lotta all’immigrazione irregolare,  stop dell’immigrazione per lavoro, con poche eccezioni solo per i settori dove non si trova manodopera francese,  stop ai ricongiungimenti familiari e lotta ai falsi studenti, con quote prestabilite di ingressi,  una riforma del diritto d’asilo per limitarlo a qualche centinaia di casi l’anno, sul modello del Giappone, revisione totale degli accordi di Schengen per ripristinare i controlli alle frontiere, una riforma della cittadinanza che elimini del tutto lo ius soli e si basi sull’idea che “essere francesi è un onore” e che bisogna conquistarsi. Insomma un per diventare cittadini francesi bisognerà puntare alla Légion d’honneur  ma la domanda è un’altra : ma i francesi in questa tornata elettorale hanno votato solo per i fatti di terrorismo di Parigi e per i problemi legati al mondo islamico in questo momento ?

Se si guarda il resto del programma del Front Nazional sembrerebbe di no; non è un caso che a Parigi il Front National non superi il 10% e stiamo parlando della capitale dove sono avvenuti i fatti di terrorismo forse più efferati che si siano visti in Europa. Certo a Calais (“Lampedusa del nord”) Front National è al 50 per cento ma questo perché in questo porto francese affacciato sulla Manica sostano migliaia di esiliati nella speranza di raggiungere la Gran Bretagna, e la città si è trasformata in una tendopoli ribattezzata ‘la giungla’ con oltre seimila rifugiati che continuano a vivere in condizioni disumane.

Ma Calais non fa testo perché si tratta di una cittadina francese totalmente abbandonata dal governo di Hollande su un problema così grave. Rimane la perplessità del perché a Parigi il Front National rimane al 10% e nel sud della Francia cioè nella Provenza o in Costa Azzurra fa il pieno di voti. Perché in Francia anche se ne parla molto poco c’è una profonda crisi economica che attraversa tutte le classi sociali, e soprattutto sta colpendo la media borghesia che ha sempre rappresentato il motore economico e sociale della Francia. In Costa Azzurra o in Provenza ci sono gli stessi problemi di Calis o delle periferie di Parigi cioè una grave crisi economica, infatti nei paesi del nord della Francia il Front National è cresciuto in modo consistente negli ultimi anni dove prima si faceva fatica a eleggere un consigliere comunale.

Tutto questo grazie a un programma molto attento ai temi sociali e improntato su un fortissimo statalismo che punta dal controllo della banche fino alle multinazionali che operano nei settori strategici, e a nuove forme di assistenzialismo. Infatti nel Nord – l’ex regione mineraria ormai diventata roccaforte dell’estrema destra, dov’è candidata Marine – il tasso di disoccupazione è del 12,5%, oltre due punti in più della già alta media nazionale. Il 18,1% della popolazione è al di sotto della soglia di povertà (quattro punti in più della media nazionale). E il Pil per abitante (17.400 euro) è il più basso del Paese (in testa c’è ovviamente la regione parigina, con 51.200 euro).

E in Provenza – Costa Azzurra ci sono contrasti sociali molto forti e preoccupanti per la crisi del lavoro, aziende che chiudono, assenza di investimenti, difficoltà per le tasse e per l’export non più forte come una volta e pur trattandosi della terza regione più ricca di Francia, è anche quella con il terzo più elevato tasso di povertà: il 16,4 per cento.

Marine Le Pen ha ben chiare le paure dei francesi ma soprattutto ha trovato i colpevoli di tutto : islamismo e libertà di mercato ! Le sue dichiarazioni sono molto chiare ad esempio

sull’economia : uscita dall’Euro per riacquisire sovranità nazionale da mantenere poi con misure protezionistiche, il rifiuto delle politiche di austerità, l’accentramento del potere statale all’insegna dei valori repubblicani e della laicità cioè socialismo, una pianificazione strategica di reindustrializzazione, l’accesso ad una sanità di qualità per tutti i cittadini francesi, la priorità nazionale e un piano di sdebitamento pubblico che non si capisce chi pagherà, si oppone alla mondializzazione e alla globalizzazione (sia negli aspetti economici, sia in quelli sociali e culturali) e prevede piani di investimento pubblico, ripristino dell’età pensionabile a 60 anni, redistribuzione dei redditi per via fiscale con l’aumento fortemente progressivo della tassazione, limiti alla circolazione dei capitali e alle speculazioni finanziarie, innalzamento di pensioni e salari minimi e loro indicizzazione mediante un meccanismo di “scala mobile; insomma ciò che il partito socialista e comunista non è riuscito a fare lo farà il Front National.

Anche il giornalista Éric Zemmour, editorialista del quotidiano Le Figaro, afferma che “il FN, dalle presidenziali del 2012, è divenuto un partito di sinistra”.

Mentre invece le dichiarazioni di Marine Le Pen sui problemi dell’immigrazione sono anche qui molto chiari : «Non possiamo che vincere questa guerra – dice Marine Le Pen nei comizi – perché in caso contrario il totalitarismo islamico prenderà il potere nel nostro Paese». «Se dei francesi possono essere di religione musulmana – incalza Marion tra gli applausi – è solo a condizione di piegarsi a nostri usi e ai costumi, modellati dal passato greco, romano e da sedici secoli di cristianesimo».

A parte l’ignoranza di fondo della di Marine Le Pen riferendosi al passato greco romano dove a differenza di quanto afferma si tratta di periodi storici dove la libertà di culto, di pensiero e di commercio era un dato di fatto e lo stato non era ancora nato come lo concepiamo noi oggi, quello che preoccupa è che ancora una volta la Francia dimentica quei valori che per prima ha difeso, affermato e combattuto per secoli nel mondo : Libertè, Egalitè, Fraternitè.

La prospettiva della Francia è ancora una volta di cadere nell’assolutismo che nei tempi moderni non è rappresentato da un imperatore o da una monarchia ma dallo Stato che oltretutto non è più solo legato a un ruolo di padre – madre di tutti i cittadini ma basato sulla razza e su una cultura nazionalistica che può solo portare a derive totalitarie e deliranti. Se tutti i paesi dell’Europa dovessero attuare il programma della Le Pen in poco tempo ci troveremo in guerra uno con l’altro, ognuno a chiudere i propri confini a uomini, merci e idee…..

Max Buonocore

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