di Stefano Sannino

Chaos e Amore sono due forze percepite come opposte ma complementari, che si alternano nella vita di ogni uomo con un’incessante violenza. Forse è per questo che da sempre, entrambe allo stesso modo, sono state oggetto dell’analisi di filosofi e pensatori ed al centro di movimenti religiosi e spirituali. Dopotutto, non esiste uomo sulla Terra che, almeno una volta, non abbia fatto esperienza del Chaos e dell’Amore in qualsiasi ambito della propria vita. 

Uno dei primi che parlò di questi due grandi movimenti cosmici fu Esiodo, poeta probabilmente coevo di Omero, che nella sua opera Teogonia descrive la nascita degli Dei, dalla guerra contro i Titani fino alla vittoria di Zeus ed al suo insediamento sul monte Olimpo. Proprio in quest’opera, Esiodo cita sia Chaos che Eros (Amore) come due delle quattro potenze fondamentali della creazione (le altre due sono Gaia e Tartaro). Amore, che dice Esiodo è: “il più bello tra gli dèi immortali,/ che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini/ doma nel petto il cuore e il saggio consiglio”, ha evidentemente tanto nella filosofia, quanto nella religione il ruolo di una potenza aggregatrice, responsabile dell’unione degli Dei e degli uomini, ma anche delle polarità di tutto il Cosmo. Attraverso l’azione di Amore, i contrari si attraggono e si fondono. Di questo parere fu il filosofo Empedocle di Agrigento che teorizzò l’esistenza di due grandi forze universali, Philia e Neikos, l’una aggregativa e l’altra disgregativa, responsabili dell’attrazione e della repulsione degli elementi naturali. 

Ben più complessa è però la figura di Chaos di cui Esiodo dice solamente: “Primo di tutti fu il Caos”, lasciando spazio a tantissime speculazioni differenti sulla sua natura ed il suo ruolo. Secondo alcuni, Chaos sarebbe la personificazione di uno stato di vuoto primordiale da cui tutte le divinità sono venute all’esistenza, mentre secondo altri sarebbe un paradosso cosmico personificato,  una sorta di gigantesco buco nero, in cui esistenza e non esistenza si sovrappongono, creando un essere eterno, ma mai nato. Quel che è certo è che sia Chaos che Eros erano percepiti anticamente in modo molto diverso da come li percepiamo noi oggi, che associamo semplicemente a Chaos l’idea di disordine e ad Eros quella di ordine. 

In verità, come evidenziato dalla Teogonia di Esiodo, può essere in qualche modo vero che Eros rappresenti l’idea di aggregazione, di unione, di amore per dirla in termini moderni; non altrettanto vero è però l’associare l’idea di disordine al concetto di Chaos, essendo questa parola nata per designare un’importantissima figura mitologica e filosofica di difficile comprensione per noi uomini del XXI secolo. Guardando però a queste fantastiche storie che Esiodo ci racconta e a tutti i pensieri dei filosofi antichi, ci rendiamo conto che qualunque sia la verità dietro la natura di questi esseri misteriosi, siano essi divini o sentimenti umani, i nostri antenati devono aver provato quello che proviamo noi: devono aver guardato all’oscuro cielo di una notte senza stelle, vedendo l’inquietante sorriso di Chaos che impedisce all’uomo di conoscere il futuro, devono aver guardato gli occhi della persona amata e sentito quella pulsione unitiva che anche noi sentiamo oggi grazie ad Eros. Chaos ed Eros ci mostrano allora che forse, non siamo tanto diversi dagli esseri umani di molti secoli fa.