OPERAZIONE RESTYLING. Le facce del cambiamento

Si sta molto parlando di un nuovo soggetto politico che si ponga il problema di ridefinire ed innovare tutto il centro-destra. Se questo processo fosse nient’altro che la replica in campo opposto del restyling operato da Renzi nel centro-sinistra, possiamo già dire che la cosa avrebbe poco a che fare con il vero cambiamento. Si tratterebbe soltanto di un percorso, tutto interno al Sistema, che dovrebbe gestire la successione a Berlusconi in attesa della discesa in campo della figlia Marina, semmai ci sarà, o chi per lei. Si parla di primarie del centro-destra, poi senti i nomi di Fitto, il Sindaco di Pavia e la Meloni ed i cosiddetti ti cadono per terra. La sensazione è che cadano a terra anche al vecchio patron ancora ai servizi sociali che per questo replica: Forza Italia è mia!

In che modo questo processo ancora in nuce potrebbe avere una qualche forma di interesse attivo per chi è sinceramente determinato a rivoltare questo paese come un calzino?

E’ da più di qualche persona che ci viene posta questa domanda e da molto tempo prima che essa diventasse così all’ordine del giorno. Siamo inclini ad accordare una legittimità funzionale e circostanziale al vero cambiamento, grosso modo al mondo libertario e liberal-conservatore, intendendo con questi tutto ciò che va dal gruppo dirigente del Tea Party Italia e Veneto, il Movimento Libertario a tutte quelle personalità che variamente testimoniano una appartenenza di destra non riconducibile, nella sostanza, alla deriva statalista che affligge i contenitori e le aree politiche delle quali pur fanno parte, oltre che all’Indipendentismo e ad altre piccole formazioni e corpi intermedi della società che di quest’ultimo possono essere considerati un ‘punto d’equilibrio’ fra le sue ragioni e quelle puramente libertarie.

Solo in queste forze appena elencate vediamo facce, competenze, risorse umane, giovani, uomini e donne, spendibili politicamente per poter guidare una vera palingenesi di tutta l’area della destra conservatrice e liberale italiana capace di chiudere una volta per tutte un’epoca fatta di 60 anni di consociativismo sulle spalle dei cittadini esclusi e taxpayers di questo paese.

Ognuna di queste facce lo può dire senza ombra di smentita storica di potersi impegnare a fare in questo paese quello che Margaret Thatcher fece oltre 30 anni fa nel Regno Unito, gli altri no, non sono accountable o lo sono poco, chi per un motivo, chi per un altro!

Lo potevano già aver fatto a vario grado, ma hanno preferito fare altro negli ultimi 20 anni, non senza badare ai loro esclusivi interessi, in questo giudizio compresi, al loro grado di responsabilità, tutti i rappresentanti dei liberali storici italiani, inclusi quelli che si sono visti all’opera negli ultimi anni e che sono usciti asfaltati dalle recenti elezioni europee.

Per cui se si tratta di replicare una Leopolda di destra per scimmiottare quello che dall’altro lato del Sistema si è già visto fare da Renzi, questo non può avere nessuna cosa a che spartire con un serio progetto di cambiamento, senza ombra di dubbio, magari può illudere un’altra volta qualche nonnetto d’italia, noi no di certo.

Se invece si tratta di fare una volta per tutte i conti con il vetero-socialismo che ha distrutto questo paese, sapete a chi andare a chiedere per indicare la direzione di rotta della grande barca che dovrà condurci a nozze, credibilmente!

Cristiano Mario Sabbatini

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