Sarà presentato il prossimo 6 agosto alle ore 21, a Monterosso Calabro, piazza Lonace, l’ultimo lavoro dell’antropologo Giuseppe Cinquegrana “I vuti alla madonna del Soccorso – pani-dolci, spicanardi e santini popolari” edito dall’importante casa editrice Progetto 2000 presieduta dal dottor Demetrio Guzzardi. L’opera promossa e voluta dalla Proloco di Monterosso presieduta dal ragioniere Domenico Capomolla prende in esami una delle storie religiose che hanno caratterizzato tutti i centri dell’Angitola le cui genti hanno affidato alla Santa Vergine tutte le loro ansie, le loro tribolazioni, l’essenza stessa della propria vita. “L’uso di consumare pani-dolci devozionali antropomorfi – scrive lo studioso vibonese – è presente ancora oggi in tutte le popolazioni europee ed extraeuropee, usanze che derivano da quelle degli etruschi, dei greci e dei romani. Pani-dolce che si preparano e si consumano prevalentemente nel mezzogiorno d’Italia, dove la tradizione si mantiene molto viva nelle sue forme ritualistiche. Si tratta di dolci cerimoniali a significare la festa, “segno” che diventa “comunicazione”, veicolo di significati e significanti dell’anima del credente che, nelle forme diverse, relazionano alla Madonna la propria intenzione: di diventare madri, ricevere conforto durante il viaggio, guarire dalla malattia”. Siamo difronte ad un elemento teofagico, si mangia un cibo considerato divino per entrare in comunione con quest’ultimo, assicurandosi così la benevolenza e la protezione. Si tratta di antichi echi e pratiche magico-religiose, di comportamenti rituali e forme di integrazione sociale.  I vuti, rappresentano la materializzazione della fede, lo stringere un patto con il divino: offrire devozione per ricevere la grazia richiesta che diventa attesa per una risposta di fede. “Per secoli la pietà popolare è stata la roccia su cui si è costruita la fede e la vita delle nostre comunità cristiane”.Il mondo del sacro, da sempre, ha affascinato il sentire popolare al punto che, entrare nei misteri del divino in modo dialettico, rimane ancora oggi il sentimento primario dello stesso vivere nelle diverse relazionalità sociali: vita/morte. “La Madonna e i santi – continua Cinquegrana nel suo lavoro – orientano, rivelano e divengono die Landbrűcke (ponte ideale) tra umano e divino, questo perché la gente comune ha bisogno di vincere la distanza che separa la propria vita dal sacro riprodotto dall’arte nelle chiese nelle chiese e nelle cattedrali in cui riconosce con immediatezza i suoi benefattori in una sorta di lettura metastorica e metafisica; luoghi ideali dove pregare e poter chiedere l’intercessione per ottenere la grazia di qualunque natura: litigi, malanni, malattie per le bestie, e per questo le persone si vutanu (fanno il voto ) e realizzano l’offerta: i vuti .” In tutta la Calabria, alla Madonna vengono dedicate settine e novene, sacralità numerica che nel caso del numero 7 esso richiama l’attenzione alle sette gerarchie celesti, all’ordine morale, al 3+4 numeri che esprimo l’identità del cielo e della terra e quindi la totalità dell’universo. Dall’altro lato, il numero 9 si richiama anche, oltre a quanto detto sopra, ai novi cori degli angeli, al susseguirsi numerico della passione e morte di Nostro Signore: Cristo è crocefisso alla terza ora, comincia l’agonia alla sesta e muore alla nona. Numeri celebrativi, lettura biblica, proiezione mentale dell’eterna lotta tra il bene e il male, per cui ancora oggi vale l’intercessione della Madonna del Soccorso. Interverranno alla presentazione l’editore Guzzardi, il Ch.mo Prof. Paquale Lettieri, il Dottore Antonio Capomolla direttore del Sant’Anna Hospital, il Maestro di Viola e Violino Ilenia Didiano dell’Orchesta Calabrese e figura di primo piano nei concerti con Adriano Celentano, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri e molti altri, oltre ad essere tra i primi violini nel panorama orchestrale internazionale. L’occasione prevede il riconoscimento della Universitas Vivariensis Centro studi Mons Scalabrini all’antropologo Cinquegrana che da anni promuove la cultura, le tradizione, e il sentire popolare nel mondo.

La manifestazione rientra all’interno della promozione culturale dei cenacoli monterossini.

    Manuel Gallo Giornalista