FRATELLI MUSULMANI, LA HOLDING DEL TERRORISMO. Prima puntata.

Alcuni mesi fa, dopo aver pubblicato un articolo su una manifestazione non autorizzata in quel di Milano, organizzata dai Fratelli Musulmani, un lettore inviò in redazione una cospicua documentazione composta da articoli di giornale, nominativi e documentazione giudiziaria, inerenti personaggi legati al mondo islamico italiano.
Partendo da detta documentazione, lo scrivente, ha iniziato una lunga indagine in materia, cominciando a comprendere che il mondo della Fratellanza Musulmana è molto ben radicata nel tessuto sociale di tutto il mondo occidentale.
Gli articoli che seguiranno con cadenza domenicale su “La Critica” avranno quindi lo scopo di illustrare ai lettori chi e cosa sono i Fratelli Musulmani, come sono organizzati in Italia, in Europa e nel resto del mondo, sia occidentale che in Medio Oriente.

Cominciamo con una semplice domanda che servirà ad introdurre tutto il resto delle puntate: chi sono i Fratelli Musulmani?
2E qui la prima sorpresa: Al-ikwan al-muslimun, il nome originale dell’organizzazione, nasce in Egitto nel 1928, fondata da Hasan Al-Banna, dopo un decennio conta già circa mezzo milione di adepti in tutto l’Egitto, divenendo un soggetto politico dal largo seguito facendo leva, soprattutto, sulle classi sociali più povere. La diffusione dell’Associazione dei Fratelli Musulmani si accompagnò con le istanze di islamizzazione della società egiziana seguendo principalmente due strade maestre: la diffusione dall’alto attraverso la presenza all’interno del potere politico e una via più tradizionalista, dal basso, partendo da nuclei fortemente islamizzati coagulati usualmente intorno alle moschee. Ricordatevi cari lettori questi due metodi, poiché, nei prossimi articoli, verranno molto approfonditi rapportandoli alla nostra realtà.
L’ideologia imperante nel movimento della fratellanza musulmana è il conservatorismo islamico, oltreché, il panislamismo, collocandosi, quindi, nella galassia dei gruppi islamici estremisti, opponendosi alla democratizzazione dei paesi musulmani e rifiutandone l’occidentalizzazione, i fratelli musulmani vorrebbero imporre l’osservanza dei precetti coranici, in pratica la Shariah, la legge islamica.

Nel loro statuto è scritto:”D-O è il nostro obbiettivo, il Profeta è il nostro capo, il Corano è la nostra legge. Il Jihad è la nostra via. Morire nella via di D-O è la nostra suprema speranza”
Il “manifesto” del movimento venne scritto dall’ideologo della fratellanza, Sayyid Qutb, nel 1954, che sosteneva la necessità ad un ritorno alla “fonte pura del Corano”, accomuna il capitalismo ed il marxismo come sistemi che hanno in comune l’umiliazione dell’uomo (caro Vendola pensa bene a chi vorresti abbracciare), pertanto, secondo Qutb, sono sistemi che andrebbero cancellati.

3Visto il continuo sviluppo e la deriva sempre più estremista del movimento, il Presidente egiziano Nasser ordinò lo scioglimento dell’associazione, arrestò e condannò, talvolta anche a morte, gran parte degli adepti dei fratelli musulmani, tra cui il fondatore, Al-Banna, arrestato ed ucciso dall’allora comandante dei servizi segreti, nonché successore di Nasser, Anwar Al-Sadat. Durante quel periodo la maggior parte emigrò in Occidente soprattutto in Europa (Germania in primis) e Stati Uniti, dove si insediarono, studiarono nelle migliori università ed iniziarono la loro profonda penetrazione nel tessuto sociale europeo.
Dopo la guerra dei Sei giorni, Sadat, visto il crescente malcontento tra gli studenti di sinistra per la disfatta egiziana contro le patriottiche forze di Israele, scelse una politica di apertura verso i fratelli musulmani, favorendone così un nuovo sviluppo che porterà i fratelli musulmani alla lotta armata che sfocerà con il mortale attentato di Sadat nel 1981, tre anni dopo la storica firma, con il Presidente di Israele Menachem Begin, del Trattato di Camp David che sancì la fine delle ostilità, durate oltre trent’anni, tra l’Egitto ed Israele.

Intanto, però, le prime cellule tumorali islamiche erano penetrate in Occidente e qui avrebbero iniziato a crescere ed a moltiplicarsi, dapprima umilmente richiedendo per poi arrivare ad esigere le moschee, quelle moschee che oggi sono le bombe ad orologeria che abbiamo sotto casa.
Pericolo ben compreso da Russia, Uzbekistan, Egitto, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Tagikistan che hanno dichiarato i Fratelli musulmani un’organizzazione terroristica.

Gian Giacomo William Faillace

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3 pensieri riguardo “FRATELLI MUSULMANI, LA HOLDING DEL TERRORISMO. Prima puntata.

  • 8 settembre 2014 in 10:25
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    @pippo: sei sicuro che debba essere la destra moderata, la destinataria di questa informazione?
    a me risulta che in Italia (ma vale lo stesso per Francia, Germania e GB) sia la sinistra a essere fortemente e storicamente imparentata con i movimenti filo casinisti..
    capisco che le immagini di guerriglia (dal Che ai Khmer) siano molto “appealing” ma.. sono almeno una ventina d’anni che la destra ha intuito (forse più che compreso) i pericoli di questa deriva. La sinistra (anche quella più radical-chic), no.
    Fatto gli è che anche le nostre rappresentanze europee non paiono minimamente interessate a recepire le minacce (che non sono nemmeno più velate). Si tratta allora più di colpe gravi oppure di veri e propri minus habentes politici!

  • 7 settembre 2014 in 18:25
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    dovrebbe esserci un’attenzione a livello europa. Ma non esiste un ministero della sicurezza…

  • 7 settembre 2014 in 15:31
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    Bisogna far comprendere il pericolo anche alla destra moderata, pericolosamente tollerante.

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