di Stefano Sannino

Riportati spesso sotto forma di discorso indiretto, i dialoghi platonici costituiscono senza dubbio una delle pietre miliari della filosofia occidentale. 

Platone nei suoi 34 dialoghi scritti in maniera diretta, è capace di spaziare tra gli argomenti più vari e particolari, mantenendo però immutato quello stile di scrittura, che risulta essere importante quanto il messaggio trasmesso. Abituati infatti a leggere testi scritti sotto forma di saggio, un dialogo può sembrare ai lettori contemporanei una scelta azzardata, macchinosa, quasi ostica per lo scopo che questi testi dovrebbero avere, ovvero tramandare il sapere. 

Invece, al contrario, per un greco – ed in particolare per Platone – il dialogo non poteva che essere lo stile di scrittura prediletto, poiché è solo in esso che le opinioni di diversi interlocutori vengono messe a confronto dagli stessi durante una discussione, creando così quella “ricerca della verità” che rimase fondamentale da Socrate ad oggi. Non bisogna dunque dimenticarsi che Platone, essendo stato allievo di Socrate, utilizza il dialogo non tanto come espediente narrativo per facilitarne la comprensione al lettore, quanto invece come vero e proprio metodo filosofico: attraverso il dialogo, Platone – come Socrate – credeva di poter aver accesso ad una via privilegiata che conduce alla Verità, che nella fredda e solitaria speculazione filosofica sarebbe invece rimasta più nascosta ed occlusa. 

Ma il dialogo non rappresenta negli scritti platonici solamente un metodo di indagine filosofica, bensì ci aiuta anche a delineare storicamente la figura di Socrate che, non avendo scritto nulla, viene dipinto dalle parole di chi lo conosceva e, dunque, anche dagli stessi scritti platonici che lo hanno come protagonista. Metodo filosofico e storiografia si intrecciano nel dialogo in modo indissolubile, accompagnati di tanto in tanto anche dalla mitologia, utilizzata per spiegare al lettore concetti che altrimenti rimarrebbero astratti. 

Il più grande insegnamento di Platone dunque, pare non essere quindi tanto il contenuto dei suoi testi, ma il metodo che dovremmo avere nell’approcciarci alla Verità. Il dialogo, in questo senso è il metodo perfetto, poiché è sia ascolto che parola, sia comprensione che discussione.