MILANO, CONSIGLI DI ZONA: INUTILI E COSTOSI. Erogano un quinto di quanto costano, sistema da rivedere

Le spese di funzionamento dei consigli di zona sono pari a cinque volte le risorse distribuite dagli organi decentrati: un parlamentino, fra gettoni di presenza, rimborsi, cancelleria e personale dipendente costa oltre 500mila euro, gli importi deliberati ammontano a una media annuale di 100mila euro.

E’ il “bilancio fallimentare” dei consigli di zona denunciato dai radicali di Milano, oggi in conferenza stampa nella sede dei gruppi consiliari di palazzo Marino. Con il consigliere comunale Marco Cappato, il tesoriere Valerio Federico e il consigliere di zona 2 Yuri Guaiana, per presentare i dati forniti dai 9 parlamentini milanesi.

 In base a questi, il costo annuale medio per singolo consiglio di zona e’ di 265mila euro per gettoni (ogni consigliere riceve 60 euro lordi per seduta fino a un massimo di 11 al mese), rimborsi (ad esempio quelli di viaggio per i consiglieri che risiedono fuori città), cancelleria ed emolumento del presidente. A questi si aggiungono circa 260mila euro per il personale (fra i 5 e i 7 i dipendenti comunali dedicati a ogni parlamentino), per arrivare a una media di 525mila euro di spese di gestione, a fronte di 105mila euro di media di contributi deliberati, fra rimborsi parziali di iniziative già avvenute e coperture totali di eventi promossi da associazioni.

Complessivamente, il consuntivo 2013 presentato dai radicali e’ di 4 milioni e 600mila euro di costo di gestione dei 9 consigli per 950mila euro di fondi erogati. “Con una proporzione come questa di 5 a 1, un bilancio fallimentare e ridicolo”, per Cappato e “che susciterebbe sdegno, se questi dati fossero debitamente pubblicati online e conosciuti dai cittadini”, ha detto Federico, tanto più che “i consigli di zona sono organismi politici che non hanno potere. Hanno costi elevati per effetti democratici pari a zero”.

Per i radicali “il problema non sono i consigli di zona ma l’amministrazione, a cui da anni si chiede il trasferimento di funzioni e poteri reali alle zone – ha detto Valerio Federico – invece che quattro soldi da distribuire, per o più senza bandi e avvisi pubblici, e pareri puramente consultivi”.

Per Cappato “da questa situazione bisogna uscire con urgenza, e poiché sono passati già tre dei cinque anni dell’amministrazione Pisapia, la responsabilità investe pienamente anche questa amministrazione, non solo le precedenti”. E’ “ridicolo” per Cappato “che una zona che distribuisce 100mila euro all’anno usi quasi un decimo delle risorse, oltre 9mila euro, per le spese di viaggio di un consigliere. Bisogna riempire di senso a questi organismi di democrazia che adesso non hanno nulla di democratico”. 

La Critica

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