Generazione Z: tutti influencer?

di Martina Biassoni

La Generazione Z, i più giovani utenti del web, sono a capo di una vera e propria riforma della cultura digitale.

Loro sono i ragazzini cresciuti nel mondo dell’internet 2.0 già sviluppato e diffuso nella maggior parte delle nazioni del mondo ed a cui hanno avuto accesso fin dai primi anni dell’infanzia; sono i ragazzi nati da dopo il 1997 al 2010 e rappresentano la generazione più ampia ed etnicamente diversa di sempre e anche, di conseguenza, il pubblico più grande e stimolante di sempre.

Sono i colpevoli di un radicale cambiamento nel mondo del marketing, della moda, del web, insomma sono stati il motore immoto di un insieme di processi d’aggiornamento, velocizzazione e cambiamento degli ultimi anni.

Young friends having fun with mobile phone in the city.

Come lo furono, al loro tempo, i ragazzi dal 1968 alla metà dei settanta che, grazie alla “noncuranza” e alla voglia di schietta libertà di azione e di pensiero, diedero vita a veri e propri movimenti punk (inteso quindi nel senso di sovversivi e di cambiamento, d’azione libera e contraria a quella che era l’usanza del tempo, non soltanto nel senso di ascoltatori di musica punk) anche i ragazzi della Generazione Z stanno portando la società ad un costante movimento circolatorio in cui, per davvero, chi si ferma è perduto, rimane indietro e si perde.

Hanno sdoganato completamente l’uso di internet e cellulari costantemente, in ogni luogo e per ogni cosa, aiutando anche le generazioni precedenti ad adattarsi a questo nuovo modo di vivere, ma non solo.

 Grazie a loro anche il mondo di marketing e pubblicità sta cambiando, si sta evolvendo e lo sta facendo sempre più velocemente: il semplice storytelling non è più sufficiente, hanno portato ad un nuovo livello la necessità di rendere il consumatore coscientemente bisognoso di un prodotto di un dato brand, ma non un prodotto qualunque.

La customizzazione è ormai all’ordine del giorno, ogni brand – dai vestiti, al make-up, dai profumi alle scarpe passando per consolle e accessori – permette agli acquirenti di personalizzare ciò che stanno acquistando, creando un’esperienza d’acquisto completamente personale e personalizzata, alla quale l’acquirente “attacca” ricordi ed emozioni, così che nel momento in cui avrà bisogno di nuovi prodotti dello stesso genere si recherà di nuovo nello stesso negozio, creerà nuovi ricordi legati all’ “experience” e via così. Esperienza perfetta anche nel caso in cui l’oggetto dell’acquisto sia un regalo, anzi ancora meglio perché così si creano ricordi anche con il destinatario.

Anche i rapporti umani si sono modificati molto grazie alla Generazione Z, per molti si sono “infreddoliti” e distaccati maggiormente a causa di questa costante presenza dei devices elettronici, della comunicazione via etere, e della costante necessità di condivisione, ma allo stesso tempo ha reso molto più semplice la comunicazione con amici/famigliari/fidanzati che vivono molto lontani e che si possono sentire più vicini e rendere più partecipi della propria quotidianità grazie alle videochiamate, ai messaggi vocali, a video ecc.

Sicuramente questa costante rincorsa del nuovo ha aumentato considerevolmente il consumismo, e la necessità di condivisione che sentiamo è spinta molto anche dal mercato e dal tipo di marketing che molte aziende ci propinano, facendo leva sulla voglia di ottenere potenzialmente 5 minuti di celebrità, e di sentirsi importanti ci ha reso molto più narcisisti ed “attention seeking”, ma allo stesso tempo ha reso tutto e tutti più a portata di mano, ha aiutato a togliere quella patina dorata dietro cui chiudevamo vip ed industrie come quelle della moda, del marketing e della publicità.

Chissà quali nuovi cambiamenti ci aspettano, staremo a vedere!

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