di Stefano Sannino

 

Il fascino che il passato esercita sul presente non passa mai di moda: ce lo dimostra Louis Vuitton con la sua ultima sfilata a porte chiuse, realizzata in collaborazione con Fornasetti, l’atelier di design italiano che fin dalle sue origini ha sempre guardato all’iconografia ellenica rivedendola in chiave pop. Un ennesimo esempio di rievocazione di un gusto per l’antico che ha sempre caratterizzato la moda contemporanea. 

Il viaggio proposto da Nicolas Ghesquière, direttore artistico per le linee femminili della maison francese, è quasi mitologico. Ai capispalla oversize dalle linee precise e definite sono infatti associate rappresentazioni di opere d’arte dal tema mitologico di origine greco-romana, che dominano senza dubbio la collezione. Naturalmente, al reinterpretazione del passato non poteva che essere affidata a Fornasetti, che ha saputo fare di questa collezione un inno alla mitologia ed al mondo gentile. 

Sono le borse però, come sempre accade nel mondo fashion le vere protagoniste della collezione: vecchi modelli vengono reinterpretati con l’occhio di Fornasetti, che li rende un esempio perfetto di come il passato possa essere reinterpretato come un presente coraggioso e audace.

La collezione quindi, non si presenta solo come un perfetto ponte fra passato e presente, ma sopratutto come uno sposalizio idilliaco tra arte, design e moda. Tutte e tre le espressioni perfettamente rappresentate ed incarnate dall’opera congiunta di due straordinarie maison che hanno fatto, della loro storia e della loro esperienza, una ricerca artistica tanto classica quanto moderna, capace di incontrare i gusti e l’estetica di ogni tempo. 

Il successo di questa sfilata ha indotto Vuitton a collaborare nuovamente con Fornasetti, quando uscirà una capsule collection, con protagonista grafiche di architetture, serrature, chiavi e ritratti. 

Il fascino del disegno a mano di Fornasetti, ha quindi affascinato sì la maison del lusso del gruppo LVMH, ma anche e sopratutto il pubblico di tutto il mondo, che mai come prima si è mostrato sensibile ed interessato alla visione artistica contemporanea.