Lo scorso 22 agosto i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Milano Porta Magenta hanno arrestato il terzo componente del gruppo che la notte del 3 luglio, nel parco di Piazza Napoli, a Milano, ha violentato una donna. L’uomo, un egiziano, si trova ora in carcere, in custodia cautelare, su ordine del tribunale ordinario di Milano.

Cosa era successo il 3 luglio 2022

Quella notte tre uomini avevano strattonato una ragazza ubriaca. La ragazza era quindi in uno stato temporaneo di inferiorità psicofisica. L’avevano trascinata in un’area poco illuminata del parco dove uno di loro aveva iniziato ad abusarne sessualmente. I tre erano stati notati da dei testimoni che avevano chiamato i carabinieri. I militari del Nucleo Operativo erano intervenuti  immediatamente riuscendo a bloccare la violenza e arrestando in flagranza due dei tre soggetti. Il terzo era riuscito a fuggire.

I carabinieri hanno continuato le indagini, senza mai interromperle, per raccogliere il maggior numero di prove e per individuare con certezza il terzo uomo. Si sono basati sulle immagini degli impianti di videosorveglianza che si trovano in zona, delle dichiarazioni convergenti rese dai testimoni dei fatti e dai successivi riconoscimenti fotografici. Hanno anche effettuato appostamenti e analizzato diversi tabulati di traffico telefonico. Tutte le prove sono state valutate e condivise dalle autorità giudiziaria. Infine tutte insieme hanno portato all’emissione dell’ordinanza di carcerazione in via cautelare, in attesa di processo, per il terzo indagato.

La gravità della situazione

Alla base della gravità dei fatti c’è la violenza sessuale nei confronti di una donna. C’è anche però un’aggravante. L’incapacità, cioè, di comprendere che una persona ubriaca, o drogata, non è nelle condizioni di difendersi né di esprimere un consenso. Quindi un attacco fisico nei suoi confronti, di qualunque tipo, è molto più grave di un attacco nei confronti di una persona che può chiedere aiuto. Quella che porta ad approfittarsi della temporanea disabilità di una donna, ubriaca o drogata, è una mentalità che si basa su principi molto lontani dai nostri. E’ anche una mentalità che rischia di contaminare le menti più deboli. Per quanto sia sconsigliabile ubriacarsi o drogarsi, per la legge italiana chi si approfitta della debolezza, anche temporanea, delle persone compie un atto che merita la punizione più dura.

Di Ilaria Maria Preti