Come avevano promesso ieri sera, i sommozzatori dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, questa mttina, hanno scandagliato le acque torbide della cava  del Ronchetto, in cui, nella notte fra sabato e  domenica era annegato un 29enne romeno. La cava del Ronchetto è una cava di ghiaia da cui è affiorata l’acqua di prima falda. Non è possibile chiuderla ed è ancora dragata. L’acqua mista a terra e alla polvere di ghiaia è melmosa e pericolosa. Il fondo è difficile da distinguere.

Cava del Rocchetto, Milano. I vigili del fuoco abbastanza non riesco a capire chi è che chiama Susanna Pronto Mi senti No allora vediamo un po' la gazzella. ciao ciao Hai sentito sì dai dimmi verso le 9 Sì sì lavoro e si quando Come si dice sperando che che non abbia che non abbia problemi ma penso di no perché se lui dice una cosa la fa Dunque Passo a prenderti io intanto che vado a Vanzaghello

Per recuperare il corpo del malcapitato. che è annegato dopo aver deciso di fare il bagno, anche i vigili del fuoco, benchè ben attrezzati, hanno rischiato la vita. Le operazioni sono iniziate questa mattina, 8 agosto, all’alba. I sommozzatori hanno iniziato ad immergersi con delle lampade subacque ed altre attrezzture che hanno aiutato ad individuare il corpo. Lo hanno trovato dopo molte ore, all’incirca a mezzogiorno. Si trovava a 8 metri di profondità.Lo hanno ripescato e portato a riva, ma non era così scontato che potessero riuscirsi, e neppure che lo trovassero.

In quel genere di cave la visibilità sott’acqua è bassissima. Più che acqua, e lo si può vedere dalle foto diffuse dai Vigili del fuoco, si potrebbe parlare di fango molto liquido. La polvere della ghiaia è fortemente abrasiva, e resta in sospensione nell’acqua come la terra appena smossa. I pericoli che si possono correre sono molti. In  questo tipo di cave piene di acqua torbida potrebbe esserci di tutto. Tronchi, pezzi di ferro, lamiere, rifiuti di ogni genere che nel tempo la gente ci ha buttato. Sono tutti oggetti che si vedono all’ultimo momento e che posso tagliare e ferire, anche gravemente, i sommozzatori.

vigili del fuoco cava del Ronhetto, in via Buccinasco, a MIlano

Troppo spesso non si ha la coscienza del pericolo che corrono questi uomini qundo si immergono in questo genere di bacini. Il tipo di intervento che effettuano, richiesto da queste ricerche, è altamente specialistico. Non possono fare errori, non possono improvvisare. Se li si guarda lavorare, però,  sembra che per loro sia tutto facile.

Forse, invece, bisognerebbe immedesimarsi in loro, qualche volta. Bisognerebbe pensare se noi saremmo disposti a rischiare la nostra vita per riportare a galla il corpo di un uomo che ha pagato con la vita la scelta sconsiderata di un momento, avendo come unico scopo dar sollievo alla sua famiglia. Forse, assistendo a questi interventi, capiremmo che la facilità con cui compiono i loro gesti mentre preparano l’immersione è anche l’espressione della motivazione di una grande anima.

di Ilaria Maria Preti