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sabato, 28 Gennaio, 2023

Via de Toqueville. Rapinato per recuperare lo smartphone

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Cosa non si fa per uno smartphone. In via de Tocqueville, a Milano, ieri sera, un 40enne siriano a Milano senza fissa dimora ha rapinato un 43enne, leccese ma residente in provincia di Milano, sotto gli occhi dei Carabinieri. Abbiamo tante informazioni su di lui perché è stato ovviamente arrestato.

La pattuglia dei Carabinieri stava passando in via de Tocqueville quando ha visto il Siriano che stava trattenendo per il polso il 43enne mentre questo prelevava dal denaro dallo sportello ATM. Poi gli ha strappato i soldi dalle mani, lo ha spinto contro il muro ed è fuggito. A quel punto i carabinieri lo stavano già inseguendo a piedi e dopo pochi metri lo hanno bloccato.

La vittima ha avuto davvero una serata sfortunata, anche se si è poi conclusa bene. Nella serata infatti gli avevano rubato il telefono cellulare e mentre lo stava cercando fra la fauna della zona gli si era avvicinato Siriano, che si era offerto di aiutare a ritrovarlo in cambio di 100 euro. Il 43enne aveva accettato e insieme si erano recati allo sportello ATM. Aveva ritirato 150 euro e il siriano lo ha rapinato.

Il 40enne delinquente è stato arrestato e portato a San Vittore, e l’ingenuo 43enne ha perlomeno riavuto i suoi 150 euro. Per quello che riguarda lo smartphone invece dovrà rassegnarsi. Ormai potrebbe essere ovunque.

Gli smartphone

C’è un mercato clandestino di smartphone in cui si possono comperare per pochi euro anche modelli che, se non fossero rubati, costerebbero parecchie centinaia di euro. Non è questo però, il motivo per cui gli smartphone sono prede così ambite dai disparati che vivono di espedienti, furti e droga nelle strade di Milano.

Anche se si blocca la scheda SIM, la maggior parte dei telefonini è in grado di collegarsi a internet tramite i WiFi gratuiti. In questo modo si possono inviare email, messaggi WhatsApp, accedere a profili di Google e, se sono abbastanza veloci, possono avere accesso ai contatti e alle informazioni internet dei proprietari.

Possono essere usati, poi, per utilizzare liste di contatti di whatsapp con cui gli spacciatori danno appuntamento ai clienti quando hanno a disposizione la droga. Una specie di mailing listi di clienti fissi. Dato che le forze dell’ordine vanno a caccia di queste liste, ottenibili solo quando si hanno in mano gli smartphone, gli spacciatori tendono a suddividere i contatti delle liste su più account whatsapp usando diversi smartphone rubati.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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