di Daniela Buonocore

Anziana trovata morta nel suo appartamento di Udine con il corpo seminudo e numerose ferite da taglio. Lauretta Toffoli: questo è il nome della settantaquattrenne vittima di quello che sembra essere a tutti gli effetti un omicidio consumatosi nell’appartamento al secondo piano di un condominio Ater, dove viveva l’anziana donna. Manuel Mason, figlio della vittima, è colui che ha rinvenuto il cadavere della donna e ha immediatamente lanciato l’allarme. Tempestivi i soccorsi dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine e del 118 che hanno effettuato i rilievi nell’appartamento della vittima insieme alla polizia scientifica. Stando ai risultati del primo esame medico legale, il decesso risalirebbe alla scorsa notte, ma la dinamica è ancora tutta da chiarire. Il figlio ha raccontato agli inquirenti  che dalla casa sarebbero scomparsi, oltre ai televisori, diversi oggetti della madre, L’uomo è stato poi condotto in questura per essere interrogato ampiamente, visti i suoi precedenti penali. Nel novembre del 2019 infatti, il quarantaduenne che all’epoca aveva 39 anni, dopo aver assalito la madre accoltellandola all’addome, chiamò lui stesso il 112 autodenunciandosi per la sua aggressione alla madre ma dopo l’arresto per tentato omicidio, fu poi assolto perché, a seguito di una perizia psichiatrica, fu dichiarato incapace di intendere e di volere. Paolo Mason, ex compagno della vittima, ha raccontato di essere stato anche lui allertato dal figlio, in merito al decesso della donna. Ha  specificato di non aver mai litigato con la sua ex e di stare in buoni rapporti con lei. L’uomo afferma di avere un’idea in merito a chi  avrebbe potuto uccidere l’ex moglie: “ È stata ritrovata senza vita nella sua camera da letto, con evidenti segni di colluttazione, l’intera casa era a soqquadro ma non vi è alcun segno di effrazione alla porta, pertanto è stata lei stessa a permettere l’accesso in casa a qualcuno che conosceva. Io ho un’idea mia ma non posso parlare.” Così, l’uomo ha concluso il suo racconto agli investigatori ai quali resta ancora da scoprire ogni dettaglio del delitto: movente, assassino e la stessa arma utilizzata dall’omicida, pertanto tutte le piste restano aperte.