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mercoledì, 7 Dicembre, 2022

Uccidere per ripulire il mondo. Il profilo psichiatrico del serial killer di Prati

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Giandavide De Pau, il serial killer di Prati che si è reso famoso per l’uccisione delle prostitute tra i vicoli di Roma, stando ad una prima diagnosi mentale, avrebbe agito secondo un istinto di “pulizia verso il mondo”. Massimo Picozzi è lo psichiatra accademico che ha potuto osservare e parlare con l’assassino, che viene definito da quest’ultimo “un soggetto sadico e pericoloso”.Lo psichiatra non esclude infatti la possibilità che nei giorni precedenti ai tre femminicidi, il killer possa aver ucciso qualche altra donna. Ciò che è certo è che gli indizi lasciati dall’uomo hanno finalmente permesso il suo arresto, De Pau, altrimenti, avrebbe continuato ad uccidere. Egli si considera un missionario al quale è stato dato l’arduo compito di ripulire il mondo dalla vulnerabilità delle escort. Totalmente incapace e pericoloso, risulta disorganizzato e affetto da allucinazioni. Inoltre, all’interno della sua casa, è stato rinvenuto del materiale pornografico. Il profilo del killer presenta, dunque, una mente perversa e deviata, che unita al mix di doghe e alcool, fa saltare tutti gli schemi di ragionamento di De Pau, spingendolo ad agire. De Pau è affetto da una psicosi mentale chiamata piquerismo, una grave forma di sadomasochismo. In parole povere, De Pau ritiene di poter rendere il mondo un posto migliore migliore liberandolo dalla perversione delle prostitute.

di Daniela Buonocore

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