di Stefano Bini

Negli ultimi due mesi, ho sorriso molte volte alla lettura di frasi quali “Crippa esce sconfitto dal nuovo assetto Videonews”, “ridimensionata la D’urso, idem Mauro Crippa”, “Crippa è lo sconfitto dei palinsesti Mediaset”; sempre, quando non si è dentro le aziende, non se ne conoscono i dirigenti, le linee editoriali e gli equilibri, si dà spazio a ciò che di più becero trapela dall’interno, il quale non sempre è verità. In questo caso, giornaloni e blog televisivi hanno preso una cantonata. Può succedere a tutti! Sono più che certo che Mauro Crippa, per come lo conosco, si sarà fatto delle risate più che mandare qualche vaffa allo scribacchino di turno.

Zona Bianca ha ormai raggiunto il 6% di share, Controcorrente veleggia vicino al 6% e Morning News ha una media consolidata del 10%; nessuno si aspettava tutto questo, soprattutto perché prodotti nuovi, low (ma low) budget, con programmazione a tutte le ore contro le Olimpiadi, e contro una concorrenza televisiva e streaming senza precedenti. Lo sport olimpionico macina ascolti, lo streaming prende piede, ma i risultati d’ascolto informativi di Rete4 e Canale5 sono lì a dimostrare che la strategia Mediaset ha pagato e nel pubblico c’è tanta fame d’informazione, soprattutto in un momento d’incertezza sanitaria, politica, economica e sociale.

Da Piersilvio a Mauro, da tutta la direzione informazione a quella delle due reti, finanche ai palinsesti e al marketing, i vaffa ai gufi si saranno sprecati e degli astratti brindisi avranno giustamente preso il sopravvento; semplicemente, il Biscione vive di pubblicità e ascolti, senza uno dei due l’azienda non esisterebbe.

Passiamo al caso “D’urso ridimesionata”, e qui viene fuori l’autore, il giornalista, il conduttore che è in me, visto che anche io in passato ho subito riduzioni di spazi o allontanamenti; succede. Cambiano le linee editoriali, i rapporti tra artista e dirigenti, tra dirigenti stessi, i budget, le risorse da destinare a questo e quel settore, le relazioni tra gli azionisti, la linea politica, ecc, quindi se un artista è stato ridimensionato e al suo programma imposta una linea editoriale nuova, nessuno è perso ma si tratta semplicemente di un momento di cambiamento. Ci ritroveremo Barbara D’urso a fare altre cose in versioni diverse, come potrà accadere ad altre star o giornalisti.

Mediaset è una grande azienda, che in 40 anni ha avuto tanti cicli; questo non sarà l’ultimo. In tutti i casi, viva i vaffa ai veri o finti giornalisti, come viva il successo estivo dell’informazione targata Mediaset.