Ingredienti per 6 persone: pasta chiamata lumache gr. 400 – petto di tacchino gr. 250 – latte gr. 250 – burro gr. 100 – spinaci lessati e strizzati gr. 150 – parmigiano grattugiato gr. 100 – farina bianca gr. 25 – 4 uova – 1 spicchio d’aglio – 1/2 bicchiere di vino bianco secco – olio extra vergine d’oliva q.b. – una piccola cipolla – sale e pepe q.b.

 

Mettete a bollire l’acqua, salatela e cuocete la pasta al dente. Intanto, fate sciogliere in una padellina gr. 50 di burro ed un cucchiaio di olio, aromatizzatelo con l’aglio che poi toglierete, fatevi dorare il petto di tacchino. Quando sarà ben rosolato (non arrostito) da tutte le parti, salate e pepate ed irrorate con vino bianco, lasciandolo poi evaporare.

Scolate la pasta, passatela nell’acqua fredda, scolatela bene ed aggiungete pochissimo olio per non farla attaccare. Mettete il petto di tacchino nel frullatore insieme agli spinaci e macinate il tutto. Versate il composto in una ciotola ed amalgamateci bene i tuorli ed 80 gr. di parmigiano. Ungete abbondantemente uno stampo da zuccotto e cospargetelo di pangrattato scuotendolo per far cadere l’eccedenza. Ponete il passato di tacchino in una tasca da pasticceria con bocchetta liscia e farcite tante lumache quante serviranno per foderare completamente lo stampo.

La parte forata della lumaca dovrà essere appoggiata alla parete dello stampo. Con 25 gr. di burro, fate una besciamella profumata alla cipolla. Mettete la pasta rimasta in una ciotola e conditela con la besciamella alla quale avrete amalgamato 2 tuorli d’uovo ed il rimanente parmigiano. Versate la pasta al centro dello zuccotto cercando di non smuovere le lumache farcite, premetela leggermente con un cucchiaio di legno. Mettete lo stampo in una casseruola contenente acqua calda e passate in forno già caldo alla temperatura di 200°C per circa 25 minuti. Togliete dal forno e sfornate la preparazione in un piatto di portata caldo, e servite subito. Volendo si può decorare con fettine di pomodoro e foglie di prezzemolo.

 

Sempre con amore,

Graziella Duranti Bini