La scorsa settimana le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, e gli arresti, alla Stazione Centrale di Milano. Un pakistano è stato fermato, è stato poco collaborativo e i poliziotti hanno deciso di portarlo in questura per una identificazione approfondita. Era molto nervoso e per evitare problemi durante il trasporto lo hanno ammanettato. Una scelta di sicurezza, dovendo fare un tratto in automobile. Si è dimostrata una scelta prudente, ma non abbastanza efficace.

Con i polsi ammanettati sulla schiena, il pakistano ha deciso di usare la testa. Non il cervello, ma la scatola cranica. Con una testata ha infatti rotto il finestrino della portiera della volante della polizia. Un risultato tale che ha fatto temere se la fosse spaccata esattamente come il finestrino. Speriamo nessuno tenti di emularlo. Una testa così dura da rompere un finestrino temprato si trova raramente. In tutti gli altri casi di zuccate così violente, si rompono le teste.

Dopo la visita in ospedale, il pakistano è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Sarà accusato anche di dannegiamento di automezzi della polizia. Gli è anche andata bene. Se si fosse trattato di un’auto dei carabinieri avrebbe potuto essere accusato di danneggiamento di mezzi militari.

di Ilaria Maria Preti