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sabato, 28 Gennaio, 2023

Sparatoria al Corvetto. Un morto

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Questa mattina alle 7:15 il quartiere Corvetto si è svegliato con la notizia di una sparatoria e di un omicidio. La centrale operativa del 112 ha inviato le volanti della Polizia di Stato e i medici e i soccorritori del 118 in via Bessirone all’angolo con piazza Angilberto II dopo la chiamata di un uomo che aveva sentito i colpi di arma da fuoco.

All’interno del bar hanno trovato il corpo ormai senza vita di un uomo. In questo momento, sono le 8, le notizie sono ancora frammentarie ma la vittima è il gestore del bar Ruiming Wang, noto anche come Paolo.

Caccia all’uomo

L’omicida ha colpito la vittima con diversi copi di pistola, almeno 4m usando una pistola semiautomatica con priettili 9×21,standard. È iniziata immediatamente la caccia all’uomo da parte di tutte le forze dell’ordine di Milano e dell’hinterland.

Sul posto la polizia scientifica che ha cristallizzato la scena del delitto, mentre delle indagini si sta occupando la squadra mobile milanese, diretta dal dott. Marco Calì. Il giovane barista cinese, che abita nella stessa palazzina del bar, è stato freddato pochi momenti dopo l’apertura. lascia la moglie e un figlio di 9 anni.

Le grandi difficoltà che stanno avendo gli operatori riguardano la lingua dei numerosi testimoni della tragedia. Il cinese è una lingua difficile con centinaia di migliaia di sfumature e di dialetti. I testimoni, oltre a non conoscere l’italiano, sono spaventati, agitati, e la comprensione dei loro racconti è ancora più difficile. Le attività tecniche degli investigatori si basa qunidi sulle prove tangibili, i filmati delle telecamere che non mancano. L’aggressore è stato visto fuggire verso via Bessirone subito dopo l’agguato al barista.

E’ il quartiere Corvetto, dove la malavita costituisce un mondo a parte. Inoltre sappiamo bene come la comunità cinese di Milano viva secondo leggi proprie, distanti e non integrate nella cultura della città. Proteggere i deboli in quella situazione, ed ottenere il rispetto e l’adeguarsi alle leggi e al modo di vivere italiano, non è una impresa semplice come nn è semplice impararne la lingua.

Il bar di Paolo era già stato chiuso tre volte negli scorsi anni. Era successo nel 2017, nel 2018 e nel 2019. Al momento dei controlli delle forze dell’ordine, più delle metà degli avventori presenti nel bar erano pregiudicati. non sappiamo che tipo di pregiudicati fossero, cioè se si trattasse di cinesi, o di altri delinquenti presenti sul territorio italiano.

Però il fatto che Paolo Ruiming Wang tentasse di adeguarsi alle leggi italiane e tentasse di difendere il suo lavoro tentando di tenere lontano dal suo bar la malavita, potrebbe essere il movente di questo terrificante omicidio. Paolo infatti era una persona onesta, non aveva precedenti. E qualcuno potrebbe aver pensato che la sua ribellione silenziosa alla richiesta di sottomissione da parte della delinquenza costituisse un motivo di punizione

E’ impossibile comunque che l’assassino sfugga alla giustizia. Molte telecamere della zona hanno immortalato la sua fuga e i cinesi di Milano stessi stanno raccontando ciò che succede loro.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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