di Martina Grandori

 

Biodiversità e buon cibo italiano e sostenibile, un mese di appuntamenti digitali e iniziative diffuse in tutta la Liguria e una intensa quattro giorni di eventi speciali nel centro storico della bellissima Genova: ecco il programma della decima edizione Slow Fish 2021, l’evento organizzato da Slow Food dedicato al mare e a tutti i suoi abitanti e che quest’anno assume un valore ancora più profondo. Il mare al centro di una tavola rotonda all’insegna della cultura ittica, di saperi, di tradizioni tramandate da secoli dai pescatori, ora spunto per avvicinarsi ad un mare di cultura nel più autentico dei significati. Sì perché il mare non è solo pesca, il mare è lo specchio d’Italia, ogni Mare Nostrum porta con sé un pezzo di storia: protagonisti il Mar Ligure, Mar Adriatico, Mar Tirreno e Mar Ionio per scoprire con il pretesto di degustazioni e leccornie, qualcosa del nostro grande, meraviglioso Stivale. Un segnale di ottimismo e di ripresa lanciato a tutti. Si riparte dalle piccole comunità che della pesca ne hanno fatto un’attività di famiglia da generazioni, purtroppo il mondo della piccola pesca vive un equilibrio assai delicato “per le problematiche di gestione in mare e per le storture del mercato, è tra i settori che hanno sofferto di più la crisi. Con la chiusura delle attività di ristorazione e le restrizioni imposte a mercati e fiere, molti hanno perso i principali sbocchi di mercato» dichiara Carlo Petrini, presidente di Slow Food. Purtroppo l’atteggiamento irresponsabile ha portato al disastro ambientale di cui oggi tutti sanno, ma il mare è un bene comune e tutti devono imparare ad assumere un comportamento responsabile che parte da una conoscenza del problema e da una responsabilizzazione collettiva che inizia anche dal sapere quale, quando e come mangiare il pesce, il consumo responsabile è vitale per il futuro del Mediterraneo, per questa ragione le Regioni coinvolte scelgono la via dello story telling, del dialogo diretto  per raccontare i loro progetti di tutela a grandi e piccini. Perché è cultura anche la cultura alimentare, e in una crisi ambientale così lacerante, anche il mondo ittico è più che mai un patrimonio da salvaguardare e da promuovere.