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di Angela Cuccaro

Mai come in questa fase storica si è reso evidente il problema ambientale, con gli effetti della presenza dell’uomo e del suo sviluppo, a danno delle risorse naturali, vegetali ed animali, come ecosistema e biodiversità. Fondamentale per la conoscenza e la consapevolezza della necessità del contributo di ognuno, è l’Educazione ambientale.
Nel 2005 l’Italia ha aderito al DESS, (Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile) mentre sono intervenuti trattati e normative condivise, a livello mondiale ed europeo, in particolare, con Agenda 2030 e un impegno sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi dell’ONU, non solo orientativo di intenti, con un piano programmatico di investimenti, fondamentali per una nuova dimensione di partecipazione e consapevolezza. Il problema delle tematiche ambientali, nel percorso scolastico in Italia, è stato sempre declinato con la sensibilità della funzione dell’educatore e dell’attualità contingente, con riferimenti, negli ordinamenti nazionali ,che si sono via via succeduti e aggiornati (ad es. Indicazioni Nazionali e nuovi scenari del MIUR 2018). Con la legge 20 agosto 2019, con obbligatorietà a partire dall’a.s. 2020/21, viene introdotta la disciplina dell’Educazione civica, che comprende anche l’Educazione ambientale, dalla scuola dell’infanzia e per la scuola di base, con un monte ore definito articolato in almeno 33 ore annuali con specifica valutazione. La normativa, in applicazione nella scuola del primo e secondo ciclo, dal 1 settembre 2020, si snoda attraverso tre assi, lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.
L’educazione ambientale mira a promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti, per i singoli e le comunità. Sono temi da trattare e valutare , i concetti di biodiversità, di riduzione degli sprechi alimentari ed energetici, di consumi ecosostenibili, nella urgenza e nella coerenza della diffusione di una nuova visione delle conoscenze ambientali che riguarda tutti. Anche la celebrazione della Giornata dell’albero nelle scuole, istituita con la legge 10/2013 (la stessa che prevede l’obbligo per le amministrazioni comunali, di piantumare alberi per tutti i nuovi nati,) ha evidenziato quanto proprio la partecipazione dei bambini, dei giovani, sia fondamentale per la difesa dell’ambiente.
I progetti di riforestazione di aree extra urbane e di piantumazione in aree urbane , necessitano di una vera cabina di regia nei territori, per poterli ripensare alla luce di nuove architetture verdi, in queste fasi potrebbero essere valorizzate le voci degli studenti e del mondo della scuola per le decisioni future che li riguardano, la stessa edilizia scolastica andrebbe curata con tale visione.
Per tale importanza educativa e formativa di responsabilità, si segnalano anche gli studi scientifici che provano quanto la concentrazione dei fattori inquinanti è forte nelle aree geografiche colpite dalla diffusione e letalità del virus Covid-19.
Molte barriere verdi potrebbero essere inserite negli insediamenti urbani, dove inquinamento da biossido di azoto e polveri sottili, con il surriscaldamento delle aree abitate, povere di verde, possono portare ad un peggioramento del contagio da virus, oltre che danni fisiologici e peggior qualità della vita con costi sanitari superiori anche dal punto di vista degli investimenti.
L’Educazione ambientale, nel corso degli studi, con la vigente normativa, ha lo scopo di favorire lo sviluppo di una nuova cultura civica, per proseguire, alla luce dell’Agenda 2031, il lavoro dei giovani verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Sicuramente una svolta legislativa, da rafforzare, per competenze necessarie a difendere la vita di tutti.

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