di Martina Grandori

 

Le idee brillanti per comportamenti virtuosi e attenti alla natura partono anche da piccoli oggetti. Oggetti di una volta – come può essere la matita, ripensati con un dna ad alto contenuto sociale. Sì perché è arcinoto che oggi tutto ciò che si spreca e si butta via, si ripercuote negativamente sul nostro Pianeta. Si chiama Perpetua la matita, l’ha inventata e brevettata Alisea, azienda vicentina leader in questo settore, ed è l’esempio di un modo evoluto di ripensare la materia prima e gli oggetti. Un semplicissimo ma rappresentativo modello di economia circolare, di riutilizzo di un qualcosa che verrebbe gettato via e che invece grazie a processi di trasformazione innovativi dello scarto, si trasforma in nuovi oggetti comunicanti. Ed è proprio in questa capacità di dare una seconda chance a ciò che sarebbe solo spazzatura, che Alisea si è fatta conoscere nel mondo con i suoi oggetti di grande design rigorosamente Made in Italy, unici al mondo e soprattutto a basso impatto ambientale. Ma torniamo a Perpetua la matita, un oggetto fatto con lo scarto della lavorazione degli elettrodi che non è altro che la grafite recuperata, setacciata e nobilitate, diventando Upgraded Recycled Graphite, ossia Zantech®, un brevetto Alisea realizzato con il 100% di polvere di grafite recuperata dalla produzione di elettrodi, vale a dire 15 grammi di grafite riconvertiti per ciascuna matita senza l’aggiunta di vernici protettive o lavorazioni extra. Non si tempera necessariamente, non sporca, se cade non si rompe, è ergonomica ed ha una gomma alimentare per cancellare che si fonde direttamente nel corpo della matita senza l’ausilo della colla. Tutte le lavorazioni manuali di Perpetua la matita sono affidate alla Cooperativa Agape – Fraglia, l’unica in Italia che permette di far lavorare persone con qualsiasi tipo di disabilità. E siccome sostenibilità e innovazione all’insegna della grande bellezza vanno d’accordo con la cultura, ecco che Perpetua la matita trova la sua consacrazione nell’olimpo al MoMa di New York e al Guggenheim di Bilbao. Chapeau madame Perpetua.