0

di Stefano Bini

È notizia di oggi che, a causa del Coronavirus, 7 milioni e mezzo d’italiani sono più poveri in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso; questo, a catena, provoca una serie di situazioni poco piacevoli: si va nei discount invece che ne supermercati, si comprano cibi di seconda scelta per risparmiare, si acquista estero invece che italiano, non si fa girare l’economia, si abbandonano gli animali perché non ce la si fa a mantenerli.

Ecco, è su questo ultimo punto che mi vorrei soffermare; mentre un essere umano può decidere questo o quel supermercato, di comprarsi o meno un paio di scarpe, quello di abbandonare un cane (o gatto) è un gesto davvero schifoso. Come si può concepire una cosa del genere?

Chi abbandona un animale dopo anni, o anche dopo mesi, di convivenza è un vigliacco, un ingiusto, uno stronzo, uno che ha preso un cane per moda e non per amore. Capisco che la situazione per commercianti e famiglie sia disperata, ma si può fare altro che abbandonare un animale: comprargli dei croccantini o scatolette a basso costo, portarlo un periodo da un parente, dargli meno attenzioni perché il momento è tragico, ma abbandonare per strada, legare ad un palo, lasciare sciolto in un bosco un cane e poi scappare, è da vili.

Dobbiamo tener duro anche sotto questo punto di vista: I CANI NON SI ABBANDONANO; un cane, per legge, è un membro della famiglia, col tempo diventa un fratello o sorella e il suo allontanamento provoca inevitabilmente traumi psicologici a vita, sia al padrone con i sensi di colpa sia anche al cane, il quale resterà timoroso per tutta la vita. Forse, chi abbandona, non ha sensi di colpa ma è semplicemente un pezzo di merda.

0