di Stefano Bini

I perbenisti mi accuseranno, i sinistroidi pure, ma in circa trenta secondi me ne farò una ragione.

Non sono un fan di Report su Rai3, non ho mai visto una puntata intera in tanti anni di messa onda; mi è capitato spesso di vedere alcuni spezzoni, frammenti di programma perché m’interessava un certo argomento, scorci segnalati dai diretti interessati che sapevano di essere sotto “accusa” nei servizi, ma tutte le volte che sono capitato in maniera fortuita sul programma i nomi erano sempre gli stessi. Un caso? Non credo.

Non essendo un aficionados del programma, quante possibilità ci sono che guardandolo ritrovi sempre gli stessi argomenti con le stesse persone? Pochissime, non c’è dubbio. Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Fininvest, P2, P3, Logge varie, Milano2, Flavio Carboni e argomenti affini. Non c’è dubbio che l’ultimo baluardo di Telekabul abbia ancora appeal sui spettatori di Rai3 ma così si sta esagerando; accuse trite e ritrite, argomentazioni stanche, nomi ormai monotoni e i sorrisini compiaciuti del conduttore Sigfredo Ranucci hanno oggettivamente annoiato un po’. Ci sono tanti altri argomenti pruriginosi che potrebbero essere approfonditi, ma non una tantum, almeno cento volte tanto quanto i magheggi (veri o presunti) della “galassia Berlusconi”.

Non credo che giornalisti e autori di Report siano a corto d’idee ma, qualora avessero un vuoto, potrei proporre loro: l’affaire De Benedetti-MPS, i rapporti tra la Russia comunista e Giorgio Napolitano, gli interessi del Pd sui supermercati Coop, il giro di mazzette all’interno delle cooperative rosse, i rapporti tra il PCI, mafia e brigate rosse, ecc. Tanti rompipalle della prima ora, sparando sentenze ad cazzum e non conoscendo il mezzo televisivo, potrebbero dirmi o scrivermi che queste situazioni sono già state toccate; quante volte? Due? Tre? Dai, siamo seri. Report è un programma di approfondimento giornalistico e, come qualsiasi contenuto, delle volte assopisce, prende delle cantonate, si accanisce su determinati soggetti affinchè la curva di share si alzi, essendo un progetto con tendenza politica a sinistra picchia a destra, ma su un fatto siamo tutti d’accordo: non è certo un programma obiettivo e chi di dice il contrario ha i tappi nelle orecchie e il prosciutto sugli occhi.

Peggio dei servizi triti contro Silvio Berlusconi, ci sono solo le camice del conduttore Sigfredo Ranucci, sbottonate fino a metà petto, a volte con presenza di pelo, altre in modalità glabra.