La vittima è una giovane 25enne di origini marocchine, regolare sul territorio italiano. Il colpevole è invece un 29enne marocchino senza fissa dimora, irregolare sul territorio italiano e con diversi pregiudizi per reati contro il patrimonio. I Carabinieri lo hanno arrestato in via Calvi, tra zona di Piazza Risorgimento e Porta Romana. Era poco prima della 1 di notte dell’ 11 settembre 2022. Le accuse sono gravi: rapina, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

Cosa è successo

Poco dopo la mezzanotte fra il 10 e il 11 settembre, alla centrale operativa del 112 è arrivata la chiamata di una giovane. Chiedeva aiuto dopo una rapina. Quindi i carabinieri del nucleo radiomobile di Milano sono intervenuti in via Pietro Calvi. Qui hanno trovato la giovane che ha raccontato di essere stata avvicinata da uno sconosciuto che, dopo averla spintonata, le aveva strappato una collanina dal collo. Poi ha iniziato a picchiarla e a palpeggiarla nelle parti intime. I sanitari dell’ambulanza intervenuti sul posto se ne sono presi cura, mentre i carabinieri sono partiti alla ricerca del rapinatore.

Calci e testate nella macchina dei carabinieri

Seguendo al descrizione dell’uomo , i carabinieri lo hanno individuato a poca distanza . Era completamente ubriaco. Durante le operazioni di identificazione, quando i carabinieri gli hanno chiesto i documenti e di svuotare le tasche per accertarsi che fosse il rapinatore, l’uomo ha continuato a dimenarsi e inveire contro i carabinieri, per evitare le operazioni di controllo. Aveva addosso la collanina appartenente alla giovane vittima della rapina. Il marocchino, una volta caricato in auto per essere portato in caserma, ha colpito più volte con calci e testate la paratia di plastica nell’abitacolo della vettura di servizio. Sono cose che rendono pericoloso e problematico il trasporto. Anche in caserma ha continuato con atteggiamenti ostili e tentativi di colpire i militari. Infine, i carabinieri hanno chiamato una ambulanza e lo portato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli da dove è stato poi dimesso senza prognosi per alterazione psicofisica, e trasportato direttamente al carcere di San Vittore.

Restituita la collanina

Durante la rapina la giovane ha riportato lievi escoriazioni alle braccia. Ha però rifiutato di essere trasportato in ospedale. La collanina, recuperata dai carabinieri, le è stata restituita. Ora si è in attesa della decisione del giudice sulle sorti del marocchino ubriaco.

di Ilaria Maria Preti